Inquinanti metallici causano la diminuzione del numero di api e bombi. Questi operosi e utili insetti sembra siano minacciati da un’ulteriore fonte nociva. Alla presenza di pesticidi e ai mutamenti nel clima si aggiungerebbe il problema dei residui di metalli riversati nell’ambiente. Lo rivela uno studio condotto negli USA dai ricercatori della University of Pittsburgh.

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L’inquinamento da metalli che colpisce api e bombi, un’altra specie impollinatrice della famiglie delle Apidae, in generale ha origine non soltanto dall’abbandono di rifiuti metallici in natura, ma anche dagli scarichi delle auto, dei mezzi industriali e agricoli, dalle centrali elettriche e dai grandi impianti industriali. L’assorbimento di questi veleni da parte dell’ecosistema comporta un loro passaggio dai fiori presenti nell’area agli insetti impollinatori che del loro polline si nutrono.

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Se da un lato, fanno notare i ricercatori, i bombi sono in grado di riconoscere materiali come nichel e alluminio una volta ingeriti e possono quindi decidere di non tornare a nutrirsi da quel fiore, anche questi insetti devono nutrirsene almeno una volta e sottoporsi all’avvelenamento che ne deriva. Come spiega Tia-Lynn Ashman, autore principale dello studio e professore associato presso il Dipartimento di Scienze Biologiche presso la University of Pittsburgh:

Nonostante molti metalli siano richiesti dagli organismi in piccole quantità, essi possono risultare tossici sia per la pianta che per gli animali se rinvenuti in medie o grandi quantità.

Oltre alla possibile causa di mortalità, questi metalli possono interferire con il senso del gusto degli insetti e la loro memoria operazionale, tutti attributi necessari per gli indaffarati bombi lavoratori.

Diverso il comportamento delle api, che rispetto a questi due metalli si comportano in maniera differente. Se possiedono un senso del gusto pari ai bombi per quanto riguarda il nichel, diverso il comportamento registrato riguardo l’alluminio. Stando ai dati raccolti dai ricercatori questa specie si nutrirebbe una sola volta nel caso del primo metallo, mentre proseguirebbe senza particolari variazioni in presenza del secondo.

Per quanto la stessa Ashman sottolinei come precedenti studi possano far pensare a una maggiore tolleranza da parte delle api all’alluminio, il crescente inquinamento del suolo da parte dei metalli potrebbe in breve portare a un’ulteriore drastica diminuzione del numero di insetti impollinatori. Una prospettiva che rischia, come si è dimostrato in altre recenti ricerche, di minacciare anche la stessa agricoltura.

Fonte: Planetsave

Foto: A Bumblebee on Lilac | Shutterstock

3 aprile 2013
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