I bombi sono tra gli insetti impollinatori più importanti ed utili per l’uomo: ma il loro numero è in drastico calo, a causa delle tecniche di coltivazione intensiva e dell’uso dei pesticidi.

Per riparare al grave danno causato dalla diminuzione e dall’eventuale estinzione dei bombi molti Paesi sono corsi ai ripari proponendo agli agricoltori dei programmi agro-ambientali per il ripopolamento.

Così ha fatto il Regno Unito, che ha introdotto due livelli di protezione: l’Entry Level Stewardship (ELS), aperto a tutti gli agricoltori, e l’Higher Level Stewardship (HLS), che ha fornito invece maggiori ricompense finanziarie per i regimi più rigorosi.

Pur essendo tra gli impollinatori più importanti, i bombi sono in calo in tutto il mondo: delle 25 specie presenti nel Regno Unito due si sono estinte, mentre altre otto specie si stanno riducendo in modo graduale ma sostanziale dal 1940.

Secondo una ricerca condotta da alcune aziende del West Sussex e dell’Hampshire, in collaborazione con l’Università del Sussex, sembra che uno dei due programmi abbia dato risultati evidenti, l’HLS. Secondo i dati dei ricercatori, che hanno analizzato le popolazioni di api e bombi per due anni, c’è stato un netto aumento dei bombi in quei territori che avevano applicato l’Higher Level Stewardship.

Non solo dunque una maggiore frequentazione di quelle zone da parte degli insetti, ma un vero e proprio ripopolamento. Thomas Wood, ricercatore dell’Università del Sussex, ha spiegato:

L’obiettivo dello studio era capire se l’applicazione dei programmi, con delle zone dedicate a piante specifiche, fosse solo un incentivo per una maggiore presenza di api e bombi oppure permettesse un vero aumento della popolazione.

Tuttavia, hanno precisato i ricercatori, non tutte le specie di bombi hanno visto un aumento della popolazione così rapido: questo è successo in particolare tra le specie più comuni come il Bombus hortorum, il Bombus terrestris, il Bombus lapidarius.

Per le specie più rare, Bombus ruderatus, l’aumento è stato più contenuto a causa dell’abitudine di questa specie di non allontanarsi troppo dal nido per cercare il cibo. Wood ha concluso:

Le strisce di fiori nelle aziende agricole potrebbero essere troppo rade, oppure posizionate male, per permettere anche alle specie più rare di aumentare: in particolare per quelle che non sono in grado di coprire distanze molto ampie. Queste specie rare potrebbero essere aiutate, applicando i programmi nei terreni vicino le colonie già esistenti e migliorando la qualità delle striscie di piante e di siepi adatte al loro foraggiamento.

24 marzo 2015
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