Una tragedia riaccende i riflettori sull’animal hoarding, quella patologia che porta alcune persone ad accumulare un gran numero di animali domestici in spazi ristretti, contravvenendo così alle normali norme di convivenza, di igiene e di salute sia per l’uomo che gli animali stessi. Una donna di 83 anni malata e non autosufficiente, infatti, è stata sbranata da due cani mentre riposava nella sua stanza, in una casa del vercellese adibita a canile privato con oltre 100 esemplari.

>>Scopri Sepolti In Casa Animali, lo show sull’animal hoarding

Lidia Bider, questo il nome della vittima, si trovava distesa sul letto della sua stanza, camera occupata anche da un Rottweiler e un Dalmata. Sebbene le dinamiche dell’incidente non siano ancora ben chiare, così come riporta La Stampa, pare che i cani improvvisamente abbiano aggredito la donna, ferendola mortalmente.

Arrivati sul posto, i carabinieri avrebbero arrestato la figlia di cinquantasei anni e il suo convivente, con l’accusa di maltrattamento e abbandono di persona incapace. L’abitazione pare fosse in condizioni igieniche estremamente precarie e occupata da circa 100 animali, un vero e proprio appartamento adibito a canile indoor. La magistratura ha disposto l’autopsia del cadavere, mentre sui social network si discute sull’eventuale assoluzione dei due cani, probabilmente sottoposti a uno stress anomalo dovuto alla reclusione in ambiente non consono.

>>Leggi dei 60 gatti in una casa salvati da Le Iene

Quello dell’animal hoarding è un problema che sta emergendo con una certa insistenza sui media. Oltre a programmi TV specifici, si vedano gli approfondimenti proposti da Real Time, qualche settimana fa anche Le Iene si sono occupate di un caso, liberando un piccolo appartamento del centro Italia dall’invasione di oltre 60 gatti. L’animal hoarding, una patologia che richiede supporto psicologico continuo, è un rischio sia per la salute degli animali che dell’uomo: l’impossibilità di mantenere un ambiente domestico pulito, infatti, può esporre al costante rischio di contaminazione con feci e batteri e l’inalazione continua di gas tossici emessi dalla fermentazione dei rifiuti fisiologici degli amici a quattro zampe.

20 giugno 2013
Fonte:
Via:
Lascia un commento