Il ricorso ai farmaci in gravidanza è sempre oggetto di attenzioni speciali e l’assunzione di antistaminici non rappresenta un’eccezione. La particolare sensibilità di future mamme e feti impone una valutazione specifica, grazie al supporto del proprio ginecologo, anche se è possibile seguire alcune linee generali per orientarsi.

=> Leggi benefici ed effetti collaterali degli antistaminici

Gli antistaminici si dividono in due categorie, a seconda di quali siano i recettori dell’istamina sui quali andranno a intervenire: H1, collegati a problematiche oculari, riniti e cutanee; H2, problemi gastrici e infiammazioni a carico della mucosa dello stomaco.

Donna in gravidanza dal medico

Consigli utili

Secondo quanto riportato sul sito dell’Agenzia Italiana del FArmaco (AIFA) sono in generale indicati nel trattamento di riniti di tipo allergico gli antistaminici orali (es. cetirizina e loratadina) e topici (levocabastina e azelastina). Sconsigliati sono invece quelli di prima generazione a causa della loro azione sedativa.

Vi sono inoltre ulteriori farmaci antistaminici, a base di desloratadina, ebastina, fexofenadina, levocetirizina e mizolastina, sui quali non vi sarebbe una sufficiente mole di dati da consentire una valutazione definitiva. In base a questo sarebbero per il momento da considerare come non consigliabili.

=> Scopri cosa c’è da sapere sulla cardioaspirina in gravidanza

Nel panorama medico sembra prevalere l’orientamento di prescrivere farmaci in commercio da più tempo: questo perché è stato possibile approfondire la presenza o meno di possibili effetti collaterali “post-vendita”, ovvero non emersi prima dell’avvio della diffusione del prodotto, ma in seguito al suo consumo da parte delle gestanti.

Non si segnalano tuttavia casi di malformazioni al feto legati all’utilizzo di antistaminici. Consiglio ulteriore è quello di chiedere sempre conferma al proprio ginecologo prima di procedere con l’assunzione di qualsiasi tipologia di farmaco.

Effetti collaterali generali

L’assunzione di antistaminici può portare, anche se non assunti durante la gravidanza, alcuni più o meno importanti effetti collaterali. A cominciare da quelli associati all’assunzione di medicinali “anti-H2″ riguardano sostanzialmente gli individui di sesso maschile, che in alcuni rari casi possono mostrare squilibri endocrini quali impotenza, ridotta conta spermatica, ginecomastia (accrescimento delle mammelle) e galattorrea (secrezione di latte dai capezzoli).

Gli antistaminici “anti-H1″ presentano rischi legati soprattutto all’azione sedativa, più marcata in quelli di prima generazione rispetto a quelli di seconda generazione. Questi ultimi possono essere associati a ulteriori rischi, in caso di presenza di terfenadina, di aritmia cardiaca.

Più in generale sono associati alcuni effetti collaterali agli antistaminici “anti-H1″ quali disturbi visivi, secchezza della bocca, affaticamento o problemi di tipo gastrointestinale.

8 gennaio 2017
Lascia un commento