Gli antistaminici sono un gruppo di farmaci piuttosto conosciuto e utilizzato nel trattamento delle affezioni di tipo allergico. Che si tratti di allergie stagionali, come ad esempio quelle ai pollini, o di tipo più frequente, come quelle agli acari, queste patologie vanno a sollecitare la reazione dell’istamina, con una sintomatologia che va dal gonfiore nasale alla lacrimazione intensa, passando per mal di testa e altri spiacevoli effetti indesiderati.

=> Scopri 10 consigli utili contro le allergie da pollini

L’azione dei farmaci antistaminici si pone come obiettivo il blocco della produzione, di conseguenza quindi anche degli effetti derivanti dalla sua diffusione nell’organismo, dell’istamina. Sebbene tale principio accomuni tutti i medicinali appartenenti a questo gruppo, diversi possono essere i recettori istaminici interessati: H1 e H2, ciascuno dei quali coinvolto in un differente processo patologico.

Benefici

I benefici offerti dagli antistaminici consistono perlopiù nell’inibizione della sintomatologia, in quanto non concorrono né a risolvere né a prevenire la reazione allergica alla base del problema.

=> Leggi il decalogo del Bambin Gesù per le allergie primaverili

Si ricorrerà a farmaci antistaminici di tipo “anti-H1″ qualora sia necessario contrastare sintomi comprendenti riniti, problematiche oculari o cutanee (es: orticaria e prurito). Se al contrario si vorranno sfruttare i benefici offerti a livello gastrico (si inibirà l’incremento nella produzione di acido cloridrico, indotto dall’istamina, dannoso per le pareti gastriche) allora sarà necessario utilizzare dei medicinali “anti-H2″.

È inoltre importante sottolineare come gli antistaminici “anti-H1″ di seconda generazione mostrino, rispetto ai farmaci detti di prima generazione, una durata di effetto maggiore.

Effetti collaterali

L’assunzione di farmaci antistaminici non è tuttavia priva di controindicazioni ed effetti collaterali. Negli “anti-H1″ di prima generazione è frequente una più o meno moderata azione sedativa, attenuata quando non assente in quelli di seconda generazione. In questi ultimi la presenza di terfenadina può portare tuttavia, seppure i rischi siano definiti come limitati, a casi di aritmia cardiaca.

Sempre per quanto riguarda gli antistaminici anti-H1 è possibile il verificarsi di altri effetti collaterali quali secchezza della bocca, affaticamento, disturbi alla vista o problemi a carattere gastrointestinale.

Per quanto riguarda invece gli antistaminici di tipo anti-H2 gli effetti collaterali sono segnalati come più rari e di differente natura. Viene coinvolta in questo caso la sfera endocrina, perlopiù dietro assunzione di prodotti più “datati” a base di cimetidina e ranitidina.

A essere oggetto di tali disturbi sono gli individui di sesso maschile, che potrebbero sperimentare effetti di impotenza, diminuzione della conta spermatica, galattorrea (secrezione di latte dai capezzoli) e ginecomastia (accrescimento delle mammelle, che tendono in questo modo ad assomigliare a quelle femminili).

7 gennaio 2017
Lascia un commento