L’Antimonium tartaricum è un sale misto di potassio e antimonio dell’acido tartarico. Noto anche con il nome di Tartrato di potassio e antimonio risulta solubile in acqua o nella glicerina, mentre invece non si scioglie a contatto con l’etanolo.

Questo composto è presente in natura sotto forma di polvere bianca o di cristalli trasparenti. L’Antimonium tartaricum viene anche definito tartaro stibiato o tartaro emetico, in virtù della sua azione stimolatrice del vomito. Nel suo stato naturale risulta ad elevata tossicità causata dalla presenza di antimonio e non deve essere consumato se non dopo il processo di diluizione e dinamizzazione con il quale viene ottenuta la soluzione omeopatica.

Proprietà curative

Tre sono le aree di intervento riconosciute per l’Antimonium Tartaricum e coinvolgono rispettivamente l’apparato respiratorio, digerente e la pelle. Quest’ultima è influenzata da questo rimedio omeopatico nei casi di pustole, che tendono a riempirsi di liquido e rompersi, così come per l’acne con possibilità di lasciare cicatrici una volta scomparsa. Entrambe possono avere sintomatologia dolorosa.

L’apparato digerente vede invece l’utilizzo dell’Antimonium Tartaricum in presenza di nausea, vomito, sudori freddi, feci liquide o sonnolenza e spossatezza che seguono l’espulsione del vomito. Il soggetto destinatario di questo rimedio tende a provare repulsione per i latte e a desiderare bevande e alimenti aciduli.

Il vomito tende ad avere una consistenza viscosa e un colorito biancastro causato dal muco presente, oltre a poter presentare striature di sangue causate dalla difficoltà incontrata dal soggetto nel vomitare. Rispetto a quanto descritto per l’Antimonium crudum i sintomi gastrici risultano meno evidenti, mentre la lingua presenta una patina biancastra.

Chiudendo infine con l’apparato respiratorio, l’Antimonium interviene nelle patologie che causano difficoltà nel respirare, nell’espulsione dell’abbondante muco presente nella cavità toracica, sensazione di soffocamento e tosse. Quest’ultima è inoltre aggravata dal caldo, sia ambientale che causato dall’assunzione di bevande e tende a peggiorare se sdraiati in posizione supina. Utilizzabile anche nei casi di allergie stagionali.

Diversi utilizzi possono invece essere consigliati a seconda della fascia di età dell’interessato. Nei bambini viene indicato come possibile soluzione nei casi di pertosse o quando in seguito ai colpi di tosse tendono a manifestare forte sudorazione alla fronte e a vomitare muco. Associato spesso anche alla cura delle bronchiti dei più piccoli.

Negli adulti e negli anziani si applica in caso di forte presenza di catarro nel petto e respiro che presenta rantolo. Specifico dell’età avanzata è invece l’uso in caso di bronchite cronica, con presenza di articolazioni gonfie e doloranti con peggioramento dei sintomi e disturbi toracici in corrispondenza di un abbassamento della temperatura.

Dosaggio e possibili associazioni

L’indicazione di base per il trattamento dei disturbi descritti è una diluizione a 5 CH con l’assunzione di 15-20 gocce, da ripetere per tre volte al giorno. Risulta possibile inoltre associare l’Antimonium tartaricum ad altre soluzioni omeopatiche sulla base della sintomatologia presentata.

In caso di sanguinamento dal naso o dalla bocca è possibile ricorrere ad esempio all’Ipeca, mentre forte sudorazione diurna e gonfiore alle gambe può suggerire l’utilizzo in abbinamento al Sambucus nigra.

Se presente lacrimazione escoriante si assocerà l’impiego di Euphrasia, mentre qualora le lacrime non avessero caratteristiche escorianti quello di Allium cena. Possibile ricorrere anche all’utilizzo di Bryonia e Drosera, in questo come negli altri casi si rimanda per qualsiasi dubbio al consulto con il proprio medico omeopata.

23 gennaio 2015
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