L’Antimonium Crudum è un rimedio omeopatico noto anche come trisolfuro di antimonio. Quest’ultimo è un semimetallo, posto al numero 51 della tavola periodica con la sigla Sb (stibium, il suo nome in latino), dal colorito grigiastro-azzurrognolo con riflessi metallici argentei e dall’elevata tossicità per l’uomo.

In natura trisolfuro di antimonio viene rinvenuto nella sua forma stabile nell’antimonite, nota anche con la derivazione latina di stibnite (dal nome latino dell’antimonio, stibium). La forma con cui si presente è prismatica, spesso allungata fin quasi a sembra aghiforme.

Noto già prima del 3.000 a.C., l’antimonio è utilizzato in tempi moderni come elemento per leghe metalliche o nella realizzazione di vernici, smalti e ceramiche. Sia lo stibium che le leghe con esso realizzate rispondono al raffreddamento espandendosi.

Antimonium Crudum: proprietà curative

Rispetto ad altre soluzioni omeopatiche conosciute l’Antimonium Crudum viene utilizzato per una varietà di disturbi più ridotta e specifica. In particolare due sono le sfere d’intervento a esso riconosciute dall’omeopatia: la cura di alcuni disturbi dell’apparato digerente e della pelle.

Aerofagia, nausea unita a cefalea e sensazione di avversione verso il cibo sono possibili esempi dell’utilizzo dell’Antimonium Crudum per quanto riguarda l’apparato digerente. Possibile anche intervenire con questo trattamento omeopatico anche in caso di diarrea con muco o emorroidi.

Nei casi trattabili con questo rimedio il vomito tende a non dare sollievo mentre al contrario l’evacuazione intestinale può fare migliorare i sintomi della cefalea.

Per quanto riguarda invece la pelle sono calli, duroni, verruche, cheratosi e pustole ad essere interessate dal trattamento a base di Antimonium Crudum. Possibile intervenire con questa soluzione omeopatica anche nel caso di labbra secche, piccoli tagli agli angoli della bocca o intorno alle narici. Curabile così anche l’acne, soltanto nel caso che la sua manifestazione sia connessa all’alimentazione.

Dosaggio e consigli utili

Nel trattamento dei disturbi che coinvolgono l’apparato digerente è consigliata secondo le indicazioni omeopatiche una diluizione a 4 CH. In caso di problematiche acute la somministrazione sarà di 3 granuli o 5 gocce a intervalli di 3 ore, mentre qualora si tratti di malesseri cronici si passerà a 4 granuli per tre volte al giorno.

Qualora ai disturbi dell’apparato digerente siano associati anche facilità alle alterazioni nervose o isterismo la diluizione prevista è di 7 CH con dosaggio a 5 granuli (o 10 gocce) da ripetere per 3 volte al giorno.

I disturbi della pelle trattabili con l’Antimonium Crudum prevedono l’utilizzo di una diluizione a 4 CH con dosaggio previsto di 4 granuli o 10 gocce, da assumere per una volta al giorno.

14 gennaio 2015
Lascia un commento