L’abitudine di gettare farmaci e altri rifiuti negli scarichi domestici, quali il WC, potrebbe aver effetti devastanti per la fauna e per la flora. I problemi dell’inquinamento dovuto alle acque di scarico è noto ormai da tempo, ma i ricercatori dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, hanno rilevato degli effetti imprevisti. Ad esempio, la tendenza a smaltire pillole anticoncezionali e altri contraccettivi orali nello sciacquone starebbe modificando sensibilmente le capacità di riproduzione di alcuni pesci d’acqua dolce.

I ricercatori dell’ateneo britannico, infatti, hanno scoperto come sia aumentato sensibilmente il numero di pesci intersessuali, ovvero dotati di organi sia maschili che femminili, alcuni dei quali avrebbero anche cominciato a deporre uova non fertili. Nel mentre, per gli esemplari maschi si assisterebbe a una riduzione delle potenzialità fertilizzanti del loro liquido seminale.

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I risultati sono derivati da opportuni test condotti presso 50 siti diversi di raccolta nel Regno Unito, dove sono stati scovati in acqua elevati livelli di ormoni femminili quali estrogeni e progesterone, oltre ad altre 200 sostanze chimiche. Sebbene una relazione diretta non sia stata al momento rilevata, gli esperti ipotizzano che l’aumento di ormoni femminili possa aver influenzato le capacità riproduttive dei pesci, anche a livello genetico. Sembra, infatti, che le generazioni nate dall’accoppiamento con maschi dallo sperma meno potente del normale siano più sensibili all’azione degli agenti chimici disciolti.

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Non è però tutto, poiché le sostanze chimiche non starebbero modificando solo l’apparato riproduttivo, ma anche causando problemi cardiaci, nonché una minore efficacia delle vesciche natatorie, quelle che permettono ai pesci di nuotare e spostarsi a diversi livelli di profondità nell’acqua. Ancora, le analisi hanno mostrato come antidepressivi e stupefacenti altererebbero invece il comportamento degli animali, ad esempio riducendo il loro timore nei confronti dei predatori, mettendoli così in pericolo. Gli scienziati sperano ora che questi dati possano servire per elaborare i depuratori e i sistemi di filtraggio del futuro, affinché si possa ridurre il numero di sostanze disciolte in acqua, nel frattempo è fortemente sconsigliato gettare farmaci nello sciacquone, preferendo invece gli appositi punti di raccolta solitamente disponibili nelle farmacie.

6 luglio 2017
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