Antibiotici negli allevamenti: dall’UE il divieto all’uso preventivo

Si è molto dibattuto sulla questione dell’uso preventivo degli antibiotici negli allevamenti. In molti si sono interrogati se sia opportuno trattare gli animali d’allevamento con questi farmaci ad uso profilattico.

Il nucleo del problema risiede non nel trattamento delle infezioni, ma nell’uso degli antibiotici negli allevamenti soltanto come misura di prevenzione, anche se mancano i segni clinici che segnalino la presenza di un processo infettivo.

Adesso dall’Unione Europea arrivano dei segnali chiari e decisivi: l’uso preventivo degli antibiotici negli allevamenti è vietato in tutti i Paesi membri, secondo la legge che ha elaborato il Parlamento Europeo. Gli antibiotici negli allevamenti vengono vietati per i singoli animali.

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Inoltre sono stabilite delle condizioni in base alle quali un trattamento preventivo di questo genere viene vietato anche per i gruppi.

Il trattamento di interi gruppi di animali con gli antibiotici può essere consentito soltanto quando un esemplare presenta un’infezione in corso e quando il rischio di contagio tra gli animali stessi sia particolarmente alto.

In ogni caso le decisioni devono essere prese dopo un’accurata visita da parte di un veterinario, che ha il compito di giungere ad una diagnosi precisa, per stabilire quale agente infettivo ha fatto ammalare gli animali allevati.

In seno all’Unione Europea si è deciso di approdare a questa decisione anche per affrontare un problema strettamente collegato a tutta la vicenda, quello che riguarda specificatamente la resistenza agli antibiotici, che diventa sempre più ampia.

Sempre secondo la decisione del Parlamento Europeo, gli antibiotici devono essere vietati anche nei mangimi utilizzati a scopo medico.

26 ottobre 2018
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