Ai bovini statunitensi vengono somministrati troppi antibiotici, con il rischio si sviluppino delle resistenze batteriche pericolose anche per l’uomo. È questo l’allarme dato dalla Food and Drug Administration: combatterne l’uso immotivato per proteggere la salute di tutti, sia del genere umano che degli animali.

Il ricorso agli antibiotici per gli animali d’allevamento è cresciuto negli USA di 16 punti percentuali tra il 2009 e il 2012: il 70% dei farmaci impiegati è importante dal punto di vista medico anche per l’uomo. L’impiego è normalmente previsto per contenere infezioni e altre malattie fra capi che vivono fra di loro a stretto contatto, ma la FDA denuncia anche un uso superfluo per accelerare la crescita della muscolatura, in particolare nei bovini.

A livello di salute pubblica, queste strategie d’allevamento si rifletterebbero con un aumento preoccupante di casi di resistenza batterica agli antibiotici, che potrebbe determinare un futuro di assenza di cure per patologie oggi sono pienamente trattabili. La questione non sarebbe da analizzare in termini di alimentazione, ovvero di carne contaminata, poiché la quasi totalità dei residui sarebbe ben smaltita prima del macello. Il problema sarebbe invece rilevante poiché molte infezioni batteriche sono condivise fra uomo e animali e, di conseguenza, rispondono agli stessi farmaci. Diventando resistenti sui bovini, ad esempio, questi batteri lo saranno progressivamente anche nell’uomo.

Sempre negli Stati Uniti, nel 2013 si sono verificati 2 milioni di casi di infezioni resistenti ai farmaci, sfociati in 23.000 decessi e in 20 milioni di dollari di costi in sanità. Nonostante da anni campagne informative incentivino la somministrazione di antibiotici nell’uomo solamente quando indicato, proprio per evitare che i batteri coinvolti diventino praticamente insensibili al farmaco, così non è nell’universo animale. E gli effetti sarebbero inevitabili, come spiega la portavoce Nicole Allan:

Nonostante la resistenza antibatterica possa essere rallentata, è un processo inevitabile. Come risultato, le compagnie farmaceutiche considerano gli antibiotici un investimento meno allettante rispetto ai farmaci per le malattie croniche.

La Presidenza Obama lo scorso mese ha approvato una nuova task force per limitare i danni della resistenza dagli antibiotici, rendendo obbligatoria la prescrizione veterinaria e vietandone il ricorso per incentivare la crescita dei capi. Così spiega Michael Taylor, responsabile di alimentazione e medicina veterinaria per la FDA:

È un grande cambiamento rispetto alla situazione attuale, dove un allevatore può recarsi in un negozio di mangimi e comprare questi farmaci senza prescrizione alcuna.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità già dal 2012 allerta sull’abuso di antibiotici e sulle gravi conseguenze per il futuro del genere umano, questa migliore attenzione non può però prescindere dall’universo animale. Gli esperti confidano tuttavia nelle misure di legge recentemente approvate.

6 ottobre 2014
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