Cosa si nasconde sotto i ghiacci perenni dell’Antartide? Quali conformazioni ha il terreno e quali possibilità di vita potrebbe determinare? Sono domande a cui ha risposto la British Antarctic Survey, con la creazione della primissima mappa “nuda” del continente.

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Dell’Antartide si conosce di certo l’estensione, la posizione geografica e il freddo perpetuo, essendo il cuore del Polo Sud. Da sempre però gli scienziati si interrogano per scoprire cosa nasconda sotto i suo ghiacci, quali siano le precise caratteristiche del terreno. Così, grazie all’utilizzo di speciali sonar, delle immagini satellitari e di costosi macchinari a risonanza, è stata stilata una cartografia affidabile di come sarebbe il continente qualora non vi fosse ghiaccio. Ovviamente, non mancano veri e propri fattori di novità, così come la stessa British Antarctic Survey sottolinea:

«Diverse proprietà del terreno sono state svelate per la prima volta, come ad esempio il punto più profondo. La superficie sottostante al ghiacciaio Byrd, nella zona di Victoria, è 2,870 metri sotto il livello del mare, segnando così il punto di più profondo di tutti i continenti della Terra.»

Dalle analisi condotte dai ricercatori, è stata quindi stilata una lista delle possibili caratteristiche inedite dell’Antartide:

  • Il volume del ghiaccio è del 4,6% maggiore di quanto precedentemente preventivato;
  • La profondità media, 95 metri, è 60 metri inferiore rispetto alle stime;
  • La quantità di ghiaccio presente sotto il livello del mare è il 23% in più di quanto ipotizzato. Vi è quindi un volume maggiore di ghiaccio suscettibile allo scioglimento;
  • Il possibile contributo dell’aumento del livello dei mari dallo scioglimento dell’Antartide è di 58 metri;
  • Il punto più profondo, al ghiaccio Byrd, è 400 metri maggiore di quanto preventivato.

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Perché, tuttavia, è risultato così importante analizzare la conformazione effettiva del suolo e del sottosuolo dell’Antartide? Così come nel caso del Polo Nord, anche per il Polo Sud è molto importante per comprendere gli effetti del cambiamento climatico e del surriscaldamento globale. È assolutamente necessario, perciò, che si costruiscano dei modelli per capire gli effetti sui ghiacci antartici man mano che la temperatura del pianeta si innalza. Così spiega Hamish Pritchard, membro della ricerca e di Bedmap2:

Il progetto Bedmap2 è molto di più che una semplice mappa del paesaggio. I dati che abbiamo raccolto su altezza e spessore del ghiaccio e sulla forma della superficie sottostante sono fondamentali per modellare i comportamenti del manto ghiacciato in futuro. Questo preoccupa perché in alcuni luoghi, come sulle coste dell’Antartide, il ghiaccio è rapidamente perso nell’oceano, aumentando così il livello del mare. Sapere di quanto il mare si innalzerà ha un’importanza globale e queste mappe sono un passo verso tale obiettivo.

15 marzo 2013
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