Ricordate Happy Feet? Il pinguino imperatore era divenuto famoso qualche mese fa, quando era stato trovato su una spiaggia neozelandese a oltre 3mila chilometri di distanza dall’Antartide, il suo luogo di provenienza. L’animale vi era giunto probabilmente per un errore di rotta, e i ricercatori che lo avevano soccorso hanno deciso di ribattezzarlo come il popolare pinguino ballerino dell’omonimo cartone animato.

Da allora, la storia del volatile ha fatto il giro del mondo, ma da qualche giorno gli studiosi neo-zelandesi che, dopo averlo riportato al Polo Sud, monitorano gli spostamenti di Happy Feet sono preoccupati per la sua sorte. Venerdì scorso, infatti, la piccola trasmittente che gli avevano attaccato al collo ha smesso di dare segnali.

Il timore, naturalmente, è che il giovane pinguino possa essere incappato in un orso polare o in un altro predatore, ma l’equipe di ricercatori che segue l’animale non sembra essere disposta ad abbandonarsi al pessimismo. La speranza è che la trasmittente si sia staccata, o che sia rimasta danneggiata in qualche modo.

È vero che alcune specie si nutrono di pinguini imperatore – ha infatti commentato Kevin Lay, uno dei veterinari che ha raccolto Happy Feet e lo ha assistito dopo il suo ritrovamento in Nuova Zelanda – ma onestamente penso che questa sia una possibilità abbastanza remota, piuttosto deve essere accaduto qualcosa alla trasmittente.

Quando è stato ritrovato al termine del suo viaggio di 3mila chilometri, l’animale aveva lo stomaco pieno di sabbia, probabilmente ingerito nella convinzione che fosse neve. Sono stati necessari due mesi di convalescenza nello zoo di Wellington perché il pinguino tornasse in salute, e lo solo il 4 settembre scorso Happy Feet ha potuto fare ritorno in Antartide, presso Campbell Island, a bordo di un battello attrezzato con una speciale gabbia refrigerata.

La speranza degli studiosi (e non solo) è che la radio legata al collo dell’animale torni presto a dare dei segnali, ma è molto più probabile che il giovane pinguino sia tornato definitivamente nell’anonimato. Veterinari e ricercatori non escludono, infatti, che le sorti di Happy Feet siano destinate a rimanere nell’ombra per sempre.

13 settembre 2011
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
egare, martedì 13 settembre 2011 alle13:50 ha scritto: rispondi »

Peccato che in antartide gli orsi polari non esistano, il che la dice lunga sulla competenza di questi pseudo-veterinari...

Lascia un commento