Progetto molto interessante quello che porta avanti da anni la Scuola Nazionale Cani Guida per ciechi della Regione Toscana, focalizzata sull’educazione crescita di cani per non vedenti. I soggetti interessati sono cuccioli di Labrador color miele, cioccolato e cacao scuro, svezzati e pronti per un percorso di socializzazione in famiglia. La scuola vuole affidare i piccoli a una serie di situazioni affidatarie, di nuclei familiari dove i cani possano imparare a interagire, relazionarsi e giocare. Un luogo di crescita dove i quadrupedi possano sviluppare il loro carattere e incrementare le preferenze, seguendo l’indole personale ma anche regole educative.

Durante il primo anno di vita, i cani e le rispettive famiglie verranno affiancati da appositi istruttori, che sosterranno il loro cammino di crescita. I cuccioli rientreranno una volta al mese presso la scuola per un’intera settimana, durante la quale verrà verificato il loro livello educativo integrato da nuove regole e percorsi formativi. Gli animali verranno quindi visitati e controllati nel dettaglio, mentre la famiglia dovrà presenziare durante lezioni formative definite puppy class. Successivamente potranno rientrare a casa e proseguire la formazione con il nucleo affidatario.

Tutto ciò che concerne il corredo dei futuri cani guida sarà a carico della scuola, dalle spese mediche alle vaccinazioni, quindi il cibo e gli accessori. L’unica richiesta è che le famiglie affidatarie risiedano a Firenze oppure in provincia, così da soddisfare esigenze logistiche. A divulgare la necessità di nuove candidature per questo primo e importante anno di vita è l’assessore regionale a sociale, sport e diritto alla salute Stefania Saccardi:

Le famiglie affidatarie sono importanti, e svolgono un ruolo decisivo nella formazione del carattere e nella educazione del cucciolo nel primo anno di vita. È una forma di volontariato particolare, e la dedizione delle famiglie a questo compito sarà gratificata, oltre che dalla gioia di avere in casa un cucciolo delizioso, anche dal sapere che una persona non vedente, anche grazie a loro, può riacquistare la propria autonomia e avere maggiore sicurezza negli spostamenti e nella mobilità in generale.

21 giugno 2016
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