Nell’anno del cane, la razza Pechinese rischia di scomparire

Nell’anno dedicato al cane, una delle razze più amate rischia di scomparire. A pochi giorni dalle celebrazioni del capodanno cinese, infatti, emerge un destino abbastanza drammatico per i quadrupedi che da sempre rappresentano il Paese asiatico: i Pechinesi. Le richieste da parte degli appassionati sarebbero ai minimi storici e, proprio per questo motivo, pare sia ormai necessario ricorrere all’ibridazione con esemplari esteri per mantenere viva la razza. È quanto svela Reuters, nel raccontare una prospettiva che, solo dieci anni fa, nessuno avrebbe mai immaginato.

Un tempo razza unicamente riservata alle famiglie nobili e facoltose, il cane Pechinese è divenuto estremamente popolare nel corso del ‘900, tanto da raggiungere i suoi massimi livelli negli anni ’90. Proprio in questo decennio, data l’elevatissima richiesta, la maggior parte dei randagi presenti nelle strade delle città cinesi apparteneva proprio a questa razza, con pochissime eccezioni. Dalla metà degli anni 2000, tuttavia, qualcosa è cambiato nella popolazione: Chihuahua e Barboncini hanno preso letteralmente il sopravvento. La domanda si è quindi repentinamente azzerata, mentre sono purtroppo cresciuti gli abbandoni.

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Oggi rimangono in Cina pochissimi allevamenti di quadrupedi pechinesi e, nella maggior parte dei casi, si tratta di ibridazioni e non di razze pure. Fra gli appassionati rimasti anche Zhang Lei, un allevatore di Pechino, il quale è riuscito con ingenti sforzi a preservare la razza, adottando dei randagi nel 2003:

Ora ci sono pochissimi pechinesi locali. Se oggi desideri un cane di questa razza, l’unica opzione è l’incrocio con un esemplare proveniente dall’estero. Credo davvero la razza stia vivendo una profonda crisi.

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La razza è stata introdotta in Occidente nel 1850, quando alcuni esemplari vennero sottratti dal Palazzo d’Estate di Pechino. La sua popolarità crebbe soprattutto in Europa, dove questi animali furono da subito identificati come rappresentanti del lusso e della nobiltà, tanto da divenire davvero gettonati tra le famiglie di sangue blu di tutto il continente. Anche in Europa la richiesta di questa razza è progressivamente diminuita, seppur in modo meno sensibile rispetto alla Cina, ma si tratta di quadrupedi dalle caratteristiche genetiche abbastanza diverse rispetto alle popolazioni a quattro zampe autoctone in Asia. In ogni caso, l’importazione di un esemplare in Cina dal Vecchio Continente può costare parecchio agli allevatori, anche 20.000 euro: un investimento impossibile da compensare con la domanda di mercato.

20 febbraio 2018
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