Mauro Marin, vincitore della decima edizione del Grande Fratello, al centro di un’accesissima polemica con gli animalisti veneti. Con lui anche diversi macellai del Nord-Est, vittime di incursioni di protesta a ridosso della Pasqua per la protezione degli agnelli. Il tutto è rivendicato dall’associazione Centopercentoanimalisti, che nella notte tra il 26 e il 27 marzo ha appeso degli striscioni sulle vetrate del Bar Da Profeta, di proprietà dell’ex gieffino.

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Mauro Marin, uno dei più amati vincitori del Grande Fratello di sempre, è accusato sia per le attività di macelleria della sua famiglia che per una supposta vicinanza al gruppo Orfei, la realtà circense più famosa d’Italia. Approfittando della recente proposta di vendita della pagina Facebook del giovane, gli animalisti hanno deciso di esporre uno striscione con cui si invita il gieffino a togliersi di mezzo, accompagnato da un poster di sensibilizzazione contro le violenze del circo. La rimostranza è stata rivendicata dalla stessa associazione, tramite una nota pubblicata da testate locali come Il Gazzettino Veneto:

«Sembra che sia rimasto al verde. Evidentemente anche l’azienda di famiglia (macellai e salumieri) non deve andare tanto bene. Noi auguriamo il destino di Marin a tutti gli aguzzini di Animali. Un salumiere è uno che ammazza i maiali e ne usa i cadaveri per fare insaccati. Inoltre Marin è paladino dei circensi, e in particolare grande amico di Moira Orfei che potrebbe offrirgli un posto come clown. Il nostro atteggiamento verso Marin può essere solo di derisione e disprezzo, a differenza dei suoi fans che si sentono traditi e venduti. E hanno ragione, ma un’altra volta ripongano meglio la loro fiducia. Intanto la notte scorsa i nostri militanti hanno affisso uno striscione di scherno sulle vetrate della trattoria Da Profeta della famiglia di Mauro Marin.»

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Sui social network l’accaduto ha sollevato reazioni contrapposte, sia tra gli animalisti che fra i sostenitori di Mauro Marin. Non viene contestata la manifestazione in sé, tantomeno la difesa dei diritti degli animali, quanto i toni aspri scelti per lo striscione e il conseguente comunicato.

Contemporaneamente, pare che altre azioni dimostrative abbiano coinvolto alcune macellerie della provincia veneta, con l’esposizione della scritta “Ecco l’agnello di Dio che NON toglie i peccati dal mondo”. Il riferimento è ovviamente alla tradizionale cucina pasquale, che vede proprio l’agnello come portata principale. I commercianti rivelano una protesta comunque pacifica, priva di danni materiali ai negozi o ai clienti.

Fonti: Il Gazzettino, Centopercentoanimalisti, TrevisoToday

28 marzo 2013
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