La scarsità di risorse che sta condizionando la vita degli animali nel loro habitat naturale li spinge spesso verso i centri abitati, alla ricerca di nuovi rifugi e cibo. Complice la cementificazione indiscriminata e lo scombussolamento dell’ambiente a opera dell’uomo, sempre più esemplari selvatici volgono lo sguardo alle città. Un esempio è proprio Londra, dove strade e verde si completano e dove molti animali selvatici si rifugiano alla ricerca di qualche risorsa di cibo. Non è quindi strano, anche se anomalo, imbattersi un rapace mentre sorvola la Tate Modern. Per anni la zona del museo, insieme a Battersea Power Station e la Houses of Parliament, sono stati il rifugio preferito di un falco pellegrino. L’altezza degli edifici permette al volatile di cacciare i piccioni selvatici, animali considerati parassita sui cui aleggi dal 2003 il divieto di nutrirli. Con il tempo gli ecologisti e gli studiosi sono certi che il rapace estenderà la sua presenza in tutti i centri abitati del Regno Unito, ormai roccaforte e nuovo habitat dove poter soggiornare.

L’urbanizzazione continua ha inciso sulle dinamiche della natura e molti animali hanno deciso di farsi spazio nelle città stesse, per molti si è rivelata una riposta positiva per sfuggire all’estinzione. Con la regressione riguardante la creazione di nuove fabbriche si è notato un incremento della ripopolazione anche degli spazi verdi limitrofi come ad esempio la zona delle Midlands. La stessa cava di sabbia nei pressi di Birmingham è stata salvata e protetta dalla popolazione locale, per preservare la piccola colonia di rane e tritoni presente negli spazi acquitrinosi. Gufi, ricci, martin pescatori, anatre e gheppi invece hanno trovato nelle zone verdi delle città la giusta collocazione abitativa.

Volpi, tassi e cervi in città

Londra può contare su una presenza massiccia di volpi letteralmente divenute cittadine, ormai pratiche dell’urbanizzazione locale e consapevoli delle zone dove potere recuperare cibo. Che siano i cestini della spazzatura o lo stesso uomo, possono contare su un approvvigionamento frequente e costante. Lo stesso discorso vale per i tassi, quindi le lontre presenti in numero massiccio ma anche i cervi che stazionano nelle zone verdi ai bordi delle città. Gli scoiattoli ormai fanno parte dell’habitat urbano da molto tempo e potrebbero rivelarsi un ottimo esempio di convivenza. Nonostante il numero degli esemplari selvatici sia sempre sotto controllo e regolarizzato, sono molti i detrattori di questa tipologia di coabitazione convinti che un essere di questo tipo possa rivelarsi una minaccia e quindi vada catturato oppure ucciso.

Nonostante nel tempo sia stato notato un aumento della cattura dei pesci da fiumi e laghetti cittadini, il resto della popolazione ama convivere con la natura in modo pacifico. Secondo gli ecologisti la coabitazione tra animali e uomo è molto importante, in particolare per l’equilibrio emotivo e mentale dell’uomo stesso. Per questo spesso è sempre più frequente una pianificazione edile mirata a compenetrare ambiente ed esigenze urbane. L’unico rallentamento solitamente è dato dalla mancanza di fondi oppure dai tagli imposti dalla crisi. Ma le realtà urbane già vivono in prima persona un incremento della presenza di animali selvatici che, complice la necessità di adattamento, hanno modulato tecniche predatorie e reazioni in base al nuovo habitat.

17 marzo 2015
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