Il solletico è una reazione spesso non controllabile che nasce dal tocco di una parte del corpo, provocando ilarità e risate. Possono presentarsi movimenti involontari degli arti, non controllabili perché condizionati proprio dal solletico e dalle sensazioni tattili. In gergo tecnico si chiama metonimia e coinvolge il sistema sensitivo e la sensibilità tattile. La risposta convulsa può risultare soggettivamente piacevole o fastidiosa, ma non coinvolge tutti gli individui: molti non ne soffrono. Sulla reazione può incidere il tipo di pressione, che può variare dal tatto semplice e delicato, fino al tocco continuo, prolungato e deciso.

Se l’uomo soffre il solletico cosa ne pensano gli animali? Esattamente come per i nostri simili, alcune specie mostrano una reazione personale, differenziandosi tra chi ne patisce e chi lo tollera. Lo stesso naturalista e geologo inglese Charles Darwin aveva riportato esempi e testi significativi in merito, evidenziando le risposte fisiche agli stimoli da parte degli scimpanzé e degli oranghi. I test effettuati risalgono al 1872, ma queste reazioni si possono osservare anche oggi. Questo tipo di risposta non è data dalla similitudine con gli umani, anzi ciò è irrilevante, perché molte altre specie reagiscono nello stesso modo se stimolate positivamente.

Solletico e animali, le reazioni

A quanto pare sono tante le specie animali che possono risultare sensibili al solletico, come ad esempio i ratti. A confermarlo è Jaak Panksepp, psicologo dell’Università dell’Ohio negli USA, che osservando il comportamento di alcuni topolini da laboratorio aveva notato come questi emettessero versi simili a una risata. Il termine tecnico è “chirping”, ovvero una sorta di cinguettio a ultrasuoni, stimolato e conseguente a contatti e tocchi fisici piacevoli. Per questo il medico, incuriosito dalla reazione, provò fisicamente a provocare il solletico sulla parte posteriore delle orecchie di 170 ratti, ottenendo da tutti una reazione positiva. Una sorta di risata particolare, sintomo del solletico provocato dal tocco della sua mano.

In natura anche alcuni cani possono mostrare una reazione ilare al tocco dell’uomo, particolarmente quando sono piccoli e attirano carezze, coccole che possono procurare solletico. Alcune zone del loro corpo come addome, petto e dorso, se toccate o grattate, possono provocare spasmi scoordinati delle zampe e scodinzolii continui. Un feedback di tipo cutaneo da grattamento che può risultare simile al solletico, ma che risulta piacevole per il quadrupede tanto da farlo divertire e favorire il rilassamento della muscolatura.

La replica provocata dalle classiche grattatine che si elargiscono all’animale domestico, in realtà accomunano molti esemplari (cuccioli e non), come mostrano alcuni video pubblicati in Rete. Pinguino, ornitorinco, porcospino, cammello, koala, rana, criceto e loris lento alle prese con coccole, grattate e carezze, reagirebbero con versi molto simili alla risata. Una conferma della piacevolezza del gesto. Incredibilmente anche il gatto adora le grattatine, ma solo se elargite e praticate con parsimonia, perché superato il limite e sopraggiunta la noia potrebbe reagire con graffi, morsi, fino alla fuga. Essendo una reazione fisiologica a una stimolazione fisica e neurologia, è normale che animali e uomo rispondano in modo simile alla provocazione: sicuramente è fondamentale contemplare la componente personale ovvero il tipo di singola sensibilità nei confronti dello stimolo.

30 marzo 2015
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