Quando si pensa alla preistoria, la mente propone le immagini affascinanti di creature ormai estinte, dai piccoli insetti incastonati nell’ambra fino ai grandi dinosauri, passando per i più incredibili giganti dei mari. Eppure molti animali preistorici sono giunti sino ai giorni nostri, rimasti pressoché identici anche a oltre 120 milioni di anni di distanza, poiché gli habitat in cui vivono non hanno richiesto un grande adattamento dal punto di vista evolutivo.

Da alcune grandi salamandre passando per dei maestosi uccelli, fino ad arrivare ai più originali abitanti dei fondali marini, quali sono le creature del passato giunte fino alla modernità? Di seguito, qualche curioso rappresentante.

Animali preistorici tutt’oggi in vita

Il viaggio fra gli animali più antichi, giunti ai giorni nostri senza grandi evoluzioni rispetto agli antenati, non può che partire dall’Andrias davidianus: la salamandra gigante giapponese. Lunga ben 180 centimetri, sembra che la sua specie esista sin da 170 milioni di anni, poiché una delle rappresentanti più longeve della famiglia delle Cryptobranchidae. Oggi è però a rischio d’estinzione, poiché per decenni è stata brutalmente uccisa per estrarne alcune parti per la medicina tradizionale giapponese. Ci si sposta tra Stati Uniti e Canada, invece, per incontrare la Grus canadensis, ovvero la gru canadese: di recente, infatti, sono stati rinvenuti dei fossili databili tra i 10 e i 2.5 milioni di anni fa, relativi a questo grande e selvatico uccello dal piumaggio grigio.

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L’echidna, noto anche con il nome comune di formichiere spinoso, è un simpatico mammifero tipico di Australia e Nuova Guinea. Sembra che questa famiglia di animali, quella dei Tachyglossidae, sia presente sulla Terra da diverso tempo: tra i 48 e i 19 milioni di anni fa. La tuatara, ovvero lo Sphenodon punctatus, è invece l’unico esemplare rimasto in vita della famiglia dei Rincocefali ed è endemico in tutta la Nuova Zelanda. Si stima che questo animale, dalle fattezze non dissimili da iguane e lucertole, sia rimasto praticamente invariato per circa 200 milioni di anni. Corazzata e particolarmente aggressiva è invece la tartaruga alligatore, la Macrochelys temminckii, unica rappresentante del genere Macrochelys, apparsa sul Pianeta circa 66 milioni di anni fa. Un tuffo nel profondo dei mari, poi, per ammirare da vicino lo squalo dal collare, il Chlamydoselachus anguineus, oggi presente in alcuni sparuti branchi nelle acque più inaccessibili dell’Oceano Pacifico e dell’Atlantico: le sue origini potrebbero risalire tra i 150 e i 95 milioni di anni fa.

La pastinaca d’acqua dolce gigante, il cui nome scientifico è Himantura polylepis, può raggiungere un raggio di 190 centimetri e arrivare a pesare anche 600 chili, un peso che trascina con eleganza da ben 100 milioni di anni. Per non parlare, invece, della gran parte delle specie di meduse: oltre a essere particolarmente longeve, il loro percorso evolutivo non ha portato a grandi differenze rispetto a 700 milioni di anni fa, per uno degli organismi preistorici maggiormente preservati giunti fino alla modernità. Spazio infine anche all’ornitorinco, poiché i progenitori della specie Ornithorhynchus anatinus possono essere fatti risalire a 170 milioni di anni fa, ma anche al toporagno elefante, simpatico e colorato mammifero africano già conosciuto 23 milioni di anni fa.

13 marzo 2017
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