La scienza è sempre più concentrata sulle capacità degli animali di intercettare anomalie fisiche, malattie, eventi pericolosi come catastrofi e terremoti. Gli studiosi vogliono anticipare gli eventi problematici grazie all’osservazione di alcune specie, il cui comportamento rivelerebbe eventi futuri. Henry Streby, dell’Università della California a Berkeley, da tempo studierebbe le capinere e il loro atteggiamento all’interno dell’ambiente: esse si muoverebbero in massa al primo sentore di tempesta. Secondo i dati raccolti, questi volatili agirebbero 24 ore prima dall’arrivo dello stravolgimento atmosferico, prima ancora delle allerte meteo.

Nello stesso gruppo è possibile inserire i cani che, come visto in più occasioni, sono in grado di fiutare le cellule cancerogene con un’esattezza pari al 98%. Grazie alla presenza di 200 milioni di cellule olfattive, possono individuare anche il diabete attraverso il sudore. Accanto a loro i moscerini della frutta, minuscoli insettini in grado di agire nello stesso modo dei cani individuando con il loro olfatto le cellule tumorali del cancro al seno. Mentre una ricerca condotta da un team giapponese, guidato da Hiroyuki Yamauchi della National Tsing Hua University, avrebbe scovato nei gatti la possibilità di percepire i terremoti. Circa 6 giorni prima dell’evento pericoloso, i felini assumerebbero un comportamento stressato, inquieto, con la tendenza a tremare e fuggire. Questo confermerebbe un legame tra i gatti e il cambiamento che avviene sotto la crosta terrestre.

Non solo i felini anche le mucche potrebbero trasformarsi in sentinelle importanti, lo stesso team avrebbe riscontrato una marcata diminuzione della produzione del latte nelle mucche di casa in Giappone. Circa sei giorni prima del terribile terremoto di magnitudo 9 del 2011, le mucche avrebbero attivato questo comportamento anomalo, accompagnato da una serie di latrati singolari dai parte dei cani delle fattorie interessate. Le laboriose e intelligenti api, invece, sentono nell’aria l’arrivo della pioggia, quindi si nasconderebbero nelle loro abitazione prima degli acquazzoni. Al contrario le coccinelle creerebbero piccoli branchi durante le giornate di calura estiva massima, un atteggiamento necessario per preservare l’umidità corporea evitando la disidratazione.

Gli squali agirebbero con modalità opposta, cercando di raggiungere il luogo della tempesta, così da godere di temperature acquatiche più alte e calde. Gli orsi grizzly percepirebbero la presenza umana anche a 30 chilometri di distanza, caratteristica che consentirebbe loro di anticipare l’arrivo delle tempeste. Per finire anche l’uomo è in grado di sentire e vivere sulla sua pelle eventi e situazioni al limite, questa è una caratteristica tipica di chi per necessità o scelta spinge la mente e i sensi verso l’ascolto massimo. Ad esempio chi fa della meditazione una regola quotidiana oppure persone non vedenti, costrette per esigenza a conoscere il mondo attraverso gli altri sensi.

23 dicembre 2014
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