Anche gli animali piangono: può sembrare anomalo e fin troppo umano, ma in quanto esseri viventi esprimono come noi emozioni e stati d’animo. I cani, ad esempio, se vengono separati dai loro proprietari, si smarriscono o vengono abbandonati esternano la loro emotività piangendo. Lo stesso sentimento è provato dai piccoli di scimmie al momento della separazione dalle loro madri, e non solo: questo genere di emozione è sperimentata anche dai cuccioli di topo. Molti gli studi e le prove in merito, non ultima l’esperienza del documentarista James Honeyborne che, per 20 anni, ha monitorato l’esistenza degli animali nel deserto e le loro derive emotive.

Lo stesso Charles Darwin ha condotto studi dell’emotività animale e sulla sofferenza, portando l’esempio dell’elefante indiano: in condizioni di disagio emette un suono simile al pianto umano. Una prova recente è la storia del piccolo elefantino cinese che, separato dalla madre che aveva tentato di ucciderlo, aveva trascorso ore intere a singhiozzare per la dolorosa lontananza. Versando copiose lacrime di inconsolabile dolore.

Ciò che è complicato mettere in atto è chiedere all’animale come si sente, per poi ricevere una risposta. Per questo gli studiosi hanno definito un approccio differente, osservando le reazioni del cervello – con tecniche quali la risonanza magnetica – poste di fronte a situazione emotive negative. Ad esempio ciò che si può evincere dall’osservazione di un oggetto neutro come una sedia, oppure da uno ambiguo che può produrre ansia, paura e quindi dolore quanto un’immagine di violenza.

L’osservazione della sfera cerebrale di alcuni animali campione, come cani, scimpanzé, roditori e scimmie, ha dato esiti molto positivi. Osservate accuratamente, le menti sembrano reagire in modo simile a quella umana: questo è stato confermato da un recente studio giapponese che ha sottolineato molte similitudini con l’emotività dell’uomo. A prescindere dai versi emessi, il comportamento esternato e le frequenze cerebrali ricalcano le nostre. Per questo le lacrime versate da un animale possono assumere un significato analogo a quello umano: dolore, gioia o stress. Il pianto può anche rivelare molteplici significati sottolineati, in questo caso, anche dalla mimica facciale.

17 settembre 2014
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I vostri commenti
pasquale, giovedì 18 settembre 2014 alle14:53 ha scritto: rispondi »

C'è di più... i cani possono piangere anche con le lacrime.... non come noi, ovvio.. ma la lacrimuccia la cacciano.... piccioli....

erie, mercoledì 17 settembre 2014 alle21:25 ha scritto: rispondi »

Trovo questo Post veramente unico, importante e per certi versi poetico/filosofico. Non è un complimento lezioso, ma si tratta di una necessità di condividere un'idea etica molto interessante. Ci fosse un Creatore bisognerebbe criticarlo in modo assolutamente feroce se avesse di proposito creato gli animali (bestie) inferiori all'uomo! Dovremmo chiederci il perché di questa sua scelta... Che diritto aveva di sottovalutare una specie animale e preferirne un'altra??? Domande sciocche...forse, ma che potrebbero veramente inficiare molti degli imposti e da molti, più o meno passivamente, accettati insegnamenti!

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