Animali: noia e frustrazione influiscono sul benessere

Non è di certo un segreto: noia, stress e frustrazione possono avere effetti deleteri sul benessere dell’uomo, condizionandone i livelli di salute sia fisica che psicologica. Sebbene in genere si ritenga il collegamento tra condizioni della mente e dell’organismo sia tipico dell’essere umano, un recente intervento ha suggerito come una simile sofferenza possa essere provata anche dagli animali, anche esemplari domestici come cani e gatti. È quanto svela un’analisi condotta da Charlotte Burn, esperta di comportamento animale per il Royal Veterinary College, così come riporta Veterinary Times.

Il problema della noia e della frustrazione negli animali non ha mai trovato grande spazio nella ricerca scientifica, eppure per l’esperta si tratta di un fondamentale ambito di benessere, soprattutto per gli esemplari domestici o per gli animali allevati in cattività. L’osservazione del comportamento delle maggiori specie, tuttavia, permetterebbe di identificare degli elementi chiave, dei veri e propri campanelli d’allarme, sulla relazione tra salute e soddisfazione.

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Un primo tratto distintivo è da rilevarsi nell’eccessiva ricerca di comportamenti che possano spezzare la monotonia, seguito dalla difficoltà di mantenere regolari cicli di sonno e veglia oppure dal rifiuto di norme e convenzioni sociali del gruppo d’appartenenza. In particolare, è stato notato come alcuni animali cerchino di far di tutto pur di eludere la routine della cattività, tanto che alcuni esemplari arriverebbero a mangiare del cibo per loro tossico.

Il concetto di noia è noto per essere antropomorfo. Molti ritengono sia unicamente un tratto umano. Ma le evidenze odierne suggeriscono come possa essere una possibilità reale anche per gli animali. D’altronde, la noia è essenzialmente un mancato gradimento della monotonia. […] La noia è probabilmente il problema più prevalente in termini di welfare animale anche in un animale in perfetta salute fisica, date le caratteristiche generali della cattività.

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L’esperta auspica quindi che, a seguito di questa prima analisi, si conducano ricerche scientifiche per appurare quanto la noia possa davvero influire sul benessere degli animali, per elaborare dei modelli di arricchimento ambientale e comportamentale che possano ridurne i livelli di stress.

1 settembre 2017
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