Sono molti gli animali che vengono nutriti in modo eccessivo e spesso questa sovralimentazione può condurli a patologie gravi, fino alla morte. Il gesto gentile e affettuoso solitamente fa leva sulla difficoltà di diminuire le porzioni, necessità che molti proprietari non riescono a mettere in pratica. L’ingordigia dei nostri amici a quattro zampe, mista a un’espressione adorabile, rende complicato il percorso. Robin Hargreaves, Presidente della British Vet Association, sostiene che i proprietari di animali tendono a premiare troppo e sovente i loro amici.

Inoltre si oppone a una relazione accademica condotta dal veterinario americano Franklin McMillan, e pubblicata sul Journal of Veterinary Behavior, secondo cui gli animali possiedono reazioni emotive legate la cibo. Alla ricerca di serenità e di conforto, i quattro zampe si spingerebbero vero l’eccesso di cibo, una scelta imposta dall’ansia e dall’angoscia. Quindi più cibo equivarrebbe a maggiore relax, una sorta di arma per contrastare l’emotività eccessiva.

Ma secondo Robin Hargreaves questa è una variante pericolosa della verità, perché non sempre vale il parallelismo ansia-cibo. Come veterinario praticante è solito incontrare animali obesi che presentano difficoltà di deambulazione, respiratorie e con patologie preoccupanti. Ciò che consiglia è una diminuzione delle dosi, senza farsi irretire da occhi languidi, suppliche e dal timore di affamare il proprio amico. Giusto imporre un dosaggio adeguato alla stazza, alla razza e all’età. Secondo i dati del People’s Dispensary for Sick Animals (PDSA) sono 2,9 milioni i cani obesi e 3 milioni i gatti nelle stesse condizioni.

Troppo cibo e poco esercizio è la combinazione letale per gli amici d’affezione, che determina aspettative di vita inferiori rispetto a esemplari in salute. Inoltre la stragrande maggioranza dei proprietari fornisce cibo non adatto all’apparato digerente animale, come prodotti dolciari, biscotti, bibite gasate, cibo take away e altro. Il messaggio per un’alimentazione migliore viene ignorato, decretando chili in eccesso e morte precoce.

1 ottobre 2013
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