Secondo una ricerca condotta dalla University of Lincoln e pubblicata su Biology Letters, gli animali con un corpo e un manto iridescente e luminoso risultano meno identificabili dai predatori. Il colore forte, sgargiante, magari combinato con una variazione dell’intensità luminosa può incidere in modo preponderante sulle dinamiche della caccia. Secondo l’autore dello studio, THomad Pike:

La mia scoperta suggerisce che con colori di interferenza possono essere ottenuti benefici importanti contro i predatori, e ciò può spiegare perché questi sono così diffusi. Più in generale, questo solleva l’intrigante possibilità che cambiare aspetto può essere importante per sfuggire a un predatore, e i colori di interferenza possono essere un caso particolare di questo fenomeno.

L’esperimento è stato condotto su una quaglia giapponese che ha potuto osservare e cacciare virtualmente le sue prede attraverso un monitor touchscreen. Queste le venivano mostrate in sequenza e l’animale confermava maggiore lentezza e scarsa reattività nei confronti delle prede in possesso di un corpo o piumaggio luminoso. Inoltre la possibilità di cambiare colore, regolando l’intensità dei toni, ha ridimensionato le capacita predatorie della quaglia giapponese.

Questo confermerebbe come l’iridescenza sia una fonte di salvezza per gli animali che ne possono fare uso e sfoggio. Molti sfruttano un manto dai colori forti e cangianti per mimetizzarsi completamente nella vegetazione, altri effettuano giochi cromatici per abbagliare il predatore a anche per sfuggirlo, fino a sfruttare il tutto per il corteggiamento. Ovvero cercano di impressionare la compagna sfoggiando piume colorate e di forte impatto, una carambola di tinte che non passa di certo inosservata.

Alcuni animali invece sfruttano la possibilità di illuminarsi per attirare le prede: un esempio il pesce degli abissi Melanoceto, che possiede un appendice simile a una lenza solita illuminarsi. Lo stesso comportamento è attuato dalla rana pescatrice, mentre la parte finale delle lucciole si illumina per attirare la controparte per la pratica dell’accoppiamento.

27 aprile 2015
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