È partito il 19 aprile 2013 il razzo Soyuz, lanciato dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. Accanto viaggerà il satellite scientifico Bion-M, che dovrà monitorare ogni cambiamento possibile alla missione. Si tratta di una futuristica riproduzione dell’ecosistema della Terra, rappresentata da un insieme di animali: 45 topi, 15 gechi, 8 gerbilli della Mongolia, 20 lumache, 15 lucertole, uova di pesce, microrganismi e piante. L’operazione è stata confermata dal servizio stampa di Roskosmos, l’agenzia spaziale russa.

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Gli ignari esploratori rimarranno in orbita per circa un mese, a 575 chilometri al di sopra della crosta terrestre, rinchiusi all’interno di gabbie. Verranno condotti esperimenti a distanza sugli animali – di tipo biologico, fisiologico e genetico – per appurare la possibilità di un eventuale viaggio verso Marte.

La Russia non è nuova a questo genere di operazioni, solo nel 1996 spedì nello spazio un gruppo di scimmie rhesus, gechi e anfibi per circa 15 giorni. Ma la più famosa di queste traversate spaziali fu la partenza della cagnetta Laika, che non fece più ritorno sulla terra e morì dopo poche ore. Ma che pose le basi per il primo lancio umano: Yuri Gagarin nel 1961.

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Ora i nuovi avventurieri spaziali viaggeranno per 30 giorni a distanza terrestre, continuamente osservati e monitorati dalla Russia. Ciò che interessa agli scienziati è legato alla motilità degli spermatozoi nei topi e come le radiazioni e la microgravità potranno influire. Potranno procreare in assenza di gravità? Alla fine della missione tutti gli animali faranno ritorno a casa, dove verranno nuovamente analizzati.

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Quello che ha già spinto gli animalisti sul piede di guerra è il tipo di risoluzione finale che coinvolgerà i membri della missione. A fine analisi ed esperimenti verranno soppressi e sono già pronte eventuali controfigure nel caso i membri del gruppo dovessero ritornare senza vita. Una missione che getta molte ombre sia sul risultato che sulla veridicità dei test.

22 aprile 2013
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