Animali: foto pubblicitarie alterano la percezione d’estinzione

Alcune specie animali sono maggiormente impresse nell’immaginario collettivo rispetto ad altre. Si tratti del maestoso leone o dell’imponente elefante, alcuni esemplari risultano immediatamente riconoscibili dal pubblico, complice la produzione cinematografica, l’informazione pubblicitaria e tutta l’iconografia derivante dalla cultura pop. Eppure la loro grande riconoscibilità potrebbe alterare la percezione sull’effettivo rischio d’estinzione, portando il pubblico a ritenere questi animali siano meno soggetti alla scomparsa dal Pianeta rispetto ad altri. È quanto dimostra un nuovo studio internazionale, pubblicato su PLOS Biology.

I ricercato hanno inizialmente impiegato diverse fonti – dai sondaggi online ai questionari scolastici, passando dai siti degli zoo ai film di animazione – per identificare le 10 specie di animali considerate più carismatiche dalle persone. I dati hanno rivelato come il pole position vi siano tigri, leoni ed elefanti, seguiti da giraffe, leopardi, panda, ghepardi, orsi polari, lupi grigi e gorilla. Data questa evidenza, i ricercatori sono rimasti sorpresi nel scoprire come le specie più iconiche siano contestualmente quelle più minacciate dalla presenza dell’uomo, poiché a rischio d’estinzione a causa di caccia di frodo e bracconaggio.

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Non è però tutto: i ricercatori, analizzando le comunicazioni che hanno per protagonista foto animali, hanno scoperto come il cittadino medio venga esposto in un mese a più immagini “virtuali” di esemplari come i leoni, più di quanti grandi felini siano effettivamente disponibili in natura. Questa continua esposizione, perciò, potrebbe convincere il pubblico che questi animali non siano a rischio d’estinzione, poiché estremamente popolari. Così spiega Franck Courchamp, ricercatore dell’Università di Parigi:

Inconsapevolmente, le compagnie che usano giraffe, ghepardi e orsi polari per i loro scopi di marketing potrebbero aver attivamente contribuito alla falsa percezione questi animali non siano a rischio d’estinzione e, pertanto, non destinati a opere di conservazione.

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Eppure la realtà dei fatti è molto diversa dalle credenze popolari. I leoni sono al loro minimo storico, con una popolazione composta solo all’8% di quanto dovrebbe essere in realtà. Il numero di elefanti in Africa è diminuito del 62% negli ultimi nove anni, i panda oggi disponibili in natura sono meno di 2.000 e così anche per tutte le altre specie della top 10. William Ripple, docente di ecologia per la Oregon State University, ha quindi commentato i dati raccolti:

L’apparizione di questi animali nei negozi, nei film, in televisione e in una grande varietà di prodotti potrebbe spingere il pubblico a ritenere queste specie non incontrino problemi. Se non agiamo di concerto per salvare queste specie, presto quelli saranno gli unici modi con cui potremo ammirare questi animali.

13 aprile 2018
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