Anche a San Francisco arriva il divieto di ricorrere ad animali selvatici ed esotici per l’intrattenimento del pubblico. Il Board Of Supervisors, ovvero la commissione di vigilanza cittadina, ha votato all’unanimità per vietare qualsiasi performance con questi animali, inclusi spettacoli circensi, set cinematografici, televisivi o per la produzione pubblicitaria.

La misura, approvata con 11 voti favorevoli nella giornata di ieri, attende la ratifica finale la prossima settimana. Qualora fosse confermata, San Francisco diventerebbe la città più grande degli Stati Uniti ad adottare un simile provvedimento sul ricorso degli animali a scopi commerciali o di intrattenimento.

L’ordinanza vieta qualsiasi attività che richieda agli animali esotici o selvatici di intrattenere il pubblico, di eseguire comandi o trucchi, di combattere a scopi di ripresa e molto altro ancora. Sono invece escluse dalle limitazioni di legge le attività con gli animali domestici – tra cui cani, gatti, cavalli ed esemplari da fattoria – nonché le iniziative educative organizzate da strutture zoologiche oppure da musei. Il provvedimento spiega come per animali selvatici si intenda qualsiasi specie non domestica o ibrida, indipendentemente sia stata allevata in cattività.

Da diverso tempo alcune città californiane stanno valutando l’eventuale opportunità di introdurre delle simili misure, oltre a quelle già approvate in grandi centri urbani come Oakland e Los Angeles. In otto municipalità minori sarebbero stati esclusi i circhi con gli animali, mentre proprio a Los Angeles si è preferito introdurre misure restrittive per il ricorso agli elefanti, una scelta che pare abbia reso complessa la sopravvivenza di molte attrazioni.

Tra il plauso delle associazioni animaliste e i dubbi sollevati proprio da alcune strutture comprese nel divieto, la preoccupazione è che l’industria cinematografica decida di ridurre la presenza in quel di San Francisco come conseguenza dell’ordinanza. Per contro, dalla commissione si afferma come le misure siano necessarie per garantire il benessere degli animali, affinché eventuali abusi non vengano tollerati.

16 aprile 2015
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