Animali esotici: perché non tenerli in casa

Sin dai primi albori, l’uomo ha vissuto in un mondo popolato da animali, alcuni cacciati per la semplice sopravvivenza e altri divenuti nel tempo compagni di viaggio. La domesticazione ha trasformato alcuni in esemplari da guardia, da compagnia, da lavoro e spesso da intrattenimento e studio. Non solo lupo e cane, figli della selezione naturale, ma anche molti animali selvatici. Se negli ultimi decenni la tendenza ha visto l’uomo combattere per riportare in natura molti soggetti costretti alla cattività, offrendogli spazi e riserve protette dove proliferare in piena libertà, al contempo rimangono operative molte strutture dove la vita in gabbia rende gli animali stressati e sofferenti.

Fatta eccezione per gli zoo dove la ricerca e lo studio sono applicate con costanza per garantire la salvaguardia di soggetti a rischio estinzione, sono ancora tante le strutture zoologiche, circensi o di intrattenimento dove questi vivono in schiavitù e reclusi. Una situazione di disagio piuttosto rilevante in quei territori dove la tutela e la protezione legislativa degli animali è ancora latitante o applicata in modo blando. Con il tempo, molti esemplari esotici hanno trovato nuova collocazione all’interno di case e dimore, viaggiando da un continente all’altro anche attraverso traffici illegali e ritrovandosi in spazi e habitat non consoni alle loro necessità. Alcune specie, certificate dalla legge, possono vivere in casa ma spesso la detenzione di un animale esotico è illegale: ecco perché.

Legge

A tutela delle specie più fragili è stato stipulato un accordo internazionale noto come CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) presente e applicato in 127 Paesi, tra cui l’Italia dove è in vigore dal 1980. La Comunità Europea ha ampliato a lista degli esemplari a rischio estinzione, il regolamento vieta l’importazione, il trasporto, la vendita, l’esposizione, la detenzione e la ri-esportazione di tutti gli esemplari curati dal CITES e sprovvisti di permessi specifici. Documentazione che viene rilasciata unicamente dal Corpo Forestale dello Stato e dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’elenco dei soggetti vietati è lunghissimo e le multe salatissime per chi trasgredisce, ma per chi vuole comunque accogliere un esemplare esotico è indispensabile richiedere le specifiche autorizzazioni e relativa documentazione.

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Habitat

Iguana

Gli animali che superano le restrizioni fornite del CITES sono pochi ma, negli anni, è cresciuto l’interesse nei loro confronti con relativo acquisto. Ad esempio pappagalli, serpenti, pesci tropicali, tartarughe, iguane e molti altri. Accogliere un esemplare esotico impone la preparazione di un ambiente, un terrario, uno spazio che sia idoneo alle sue necessità fisiche. Sia dal punto di vista della temperatura che della tipologia di terreno, o acqua in caso di animali acquatici, quindi la presenza di una zona dove proteggersi e riposare: per questo motivo è indispensabile una conoscenza precisa dell’animale e delle sue abitudini. A questo genere di complicazione si aggiunge l’esigenza di nutrirlo, idratarlo, curarlo con il supporto di un veterinario esperto in esotici.

Salute

Come anticipato, è importante monitorare la salute dell’animale grazie al supporto di un esperto, anche per il benessere del proprietario e di chi lo accoglie. Un esemplare trascurato e non vaccinato nel modo giusto può trasferire malattie e infezioni che, vista la particolarità dello stesso, posso risultare complesse da curare.

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Comportamento e informazione

Serpente

Prima di aprire le porte di casa a un animale selvatico è giusto informarsi adeguatamente sulle particolarità dello stesso, sulle sue abitudini di vita e alimentari, sui rituali e sul carattere. Un esemplare strappato alla vita selvaggia non può sostituire un animale domestico, non può seguire un addestramento educativo perché ciò snaturerebbe la sua indole e la natura personale. Un animale esotico, il più delle volte, conserva una predisposizione alla caccia e un atteggiamento predatorio, comportamento che potrebbe replicare nei confronti degli altri animali domestici o dell’uomo stesso.

Biodiversità

L’incapacità di curare e seguire adeguatamente un animale esotico ha spinto molti ex proprietari a sbarazzarsene in natura, abbandonandoli in laghi, fiumi, correnti e zone verdi. Un comportamento poco compassionevole e altamente pericoloso con un forte impatto sull’ambiente nazionale che, spesso, deve fare i conti con l’ingerenza di animali in grado di aggredire e primeggiare sulle realtà autoctone. Una presenza negativa per la biodiversità locale.

19 marzo 2018
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