La diffusione dei social network ha implementato le interazioni online, ma al contempo si è trasformata in piattaforma preferita per il commercio illegale di animali selvatici ed esotici. Secondo alcuni rapporti sulla fauna selvatica diffusi da TRAFFIC, esisterebbero circa quattordici gruppi specializzati in questa pratica, tutti o quasi con base in Malesia. Secondo Kanitha Krishnasamy, Programme Manager per la sezione TRAFFIC nel sud-est dell’Asia, molti esemplari in via di estinzione verrebbero venduti come animali domestici e di affezione. Quasi il 60% degli esemplari individuati provengono dalla Malesia, quasi la totalità di questi rientrano in programmi di protezione e salvaguardia.

Tra gli animali più richiesti TRAFFIC ha individuato molti orsi del sole, noti anche come orsi malesi, gibboni, lontre e Binturong noto anche come Gatto orsino. Ma anche la tartaruga gigante di Aldabra, il lori lento, pappagalli di varia tipologia e volatili protetti. I gruppi attivi nel commercio di questi animali sono tutti privati ma, grazie alle indagini in corso, è stato possibile scoperchiare il traffico improprio. Facebook, che non consente la compravendita di animali in via di estinzione, si è adoperata per la rimozione di immagini e contenuti che violano i termini del servizio.

TRAFFIC, che ha condiviso il risultato delle sue operazioni con Peninsular Malaysia’s Department of Wildlife and National Parks (PERHILITAN), dal 2013 sta monitorando trenta gruppi operativi sul social network. Questo ha garantito 43 sequestri con l’arrestato di 54 trafficanti illegali e il salvataggio di più di 67 specie appartenenti alla fauna selvatica. Le operazioni sono ovviamente ancora in corso e si avvalgono della piena collaborazione di Facebook.

L’obiettivo principale punta l’attenzione nei confronti della sensibilizzazione nei riguardi di queste pratiche innaturali, di questo commercio altamente crudele. L’utilizzo di esemplari delicati e in via di estinzione come animali domestici è una pratica pericolosa, che incide sulla sopravvivenza degli stessi all’interno di un habitat del tutto innaturale. Ma principalmente determina la sopravvivenza della specie stessa.

7 marzo 2016
Fonte:
BBC
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