Un trend in preoccupante crescita coinvolge la popolazione italiana: quello dell’aumento delle allergie agli animali domestici. E non solo ai cani e ai gatti, ma anche a nuovi esemplari che sempre più di frequente fanno il loro ingresso nelle famiglie, come criceti e conigli. Sono i risultati del congresso “Highlights in Allergy and Respiratory Diseases” in corso in questi giorni a Genova.

Sempre più persone non possono avvicinarsi a un simpatico quadrupede, causa problemi respiratori, starnuti ripetuti, orticaria e malessere generale. Un fatto ormai noto per cani e gatti, di cui in commercio esistono vaccini e trattamenti antistaminici efficaci, che tuttavia colpisce sempre più di frequente specie di nuovo addomesticamento. E forse la crescita rinvenuta sullo Stivale – il 10% di tutti i soggetti allergici italiani lo è nei confronti degli animali – deriva dai nuovi trend di adozione. Non sempre, tuttavia, i disturbi sono facilmente riconoscibili, poiché possono verificarsi in qualsiasi momento della vita, anche dopo una lunga convivenza con l’animale. Così spiega Giovanni Passalacqua, del dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche di Genova:

Spesso una persona non ci pensa perché à sempre stata abituata a convivere con i “pets”, gli animali domestici. I problemi iniziano quando i sintomi diventano complicati, come rinite grave e asma, allora si richiede l’intervento di uno specialista. Ma potrebbero verificarsi anche casi da trattare con urgenza. È anche possibile che una persona non abbia sintomi per un lungo periodo della sua vita e poi si verifichino in maniera inaspettata e dirompente.

L’allergia più diffusa è quella al pelo del gatto, nota da tempo dalla scienza a causa di una proteina naturalmente presente sul manto del felino. Seguono quindi cavallo e coniglio, mentre il cane sembra avere un’incidenza più bassa anche in relazione all’estrema diffusione dell’animale nelle famiglie italiane. Il trattamento più indicato deve essere sempre concordato con un allergologo che, dopo aver verificato l’ipersensibilità con appositi test, indirizzerà il paziente sull’opportuna terapia farmacologica da seguire.

17 novembre 2014
Fonte:
Agi
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