Animali domestici: cresce la spesa in Cina, monta la protesta

La spesa per la cura degli animali domestici salirà sensibilmente in Cina entro la fine del 2018, con una crescita del 27% rispetto all’anno precedente. Un dato economico che sottolinea il recente cambiamento della considerazione di cani e gatti nell’opinione pubblica locale, una rilevazione che ha però sollevato molte proteste. Sui social network cinesi, infatti, in molti hanno deciso di scagliarsi contro i proprietari di quadrupedi, accusandoli di sprecare denaro che potrebbe invece essere investito nella tutela dei bisognosi.

La questione degli animali domestici in Cina è molto complessa, soprattutto sul fronte di cani e gatti. Nel ceto medio e nella popolazione in generale l’accudimento di quadrupedi non ha mai preso troppo piede, sia per le difficoltà economiche delle famiglie che perché per decenni visti come animali d’allevamento, considerato come l’usanza di consumare carne di cane o di gatto sia ancora abbastanza diffusa nel Paese. Nell’ultimo lustro, tuttavia, si è assistito a una crescita veloce delle adozioni, con i cittadini sempre più pronti ad aprire le porte di casa a un amico a quattro zampe, per accoglierlo come un membro effettivo della famiglia.

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Secondo quanto riferito da Reuters, entro la fine del 2018 il mercato dei pets cinese varrà 170.8 miliardi di yuan – pari a circa 21 miliardi di euro – con una crescita del 27% rispetto all’anno precedente. I dati, raccolti da Pet Fair Asia, dimostrano come il tipico proprietario cinese spenda circa 5.016 yuan l’anno per l’amico domestico, pari a circa 630 euro. A essere maggiormente avvantaggiati sarebbero i gatti, tanto che nelle città più popolate si parlerebbe addirittura di “cat economy”, poiché esemplari fra i più gettonati dalle famiglie.

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La notizia, così come accennato, ha però generato polemiche sui social network locali, considerando come nel 2018 la Cina rischia di sperimentare crescite e spese più contenute rispetto al passato, date le nuove condizioni dell’export all’estero. Diversi utenti hanno deciso di attaccare chi, sulle piattaforme sociali, racconta l’esistenza degli animali domestici, accusandoli di insensibilità e scarso giudizio. Per una parte rilevante della popolazione, il denaro speso per gli animali domestici dovrebbe infatti essere invece investito nella tutela dei ceti meno abbienti o nell’implementazione di nuovi servizi per i cittadini. Altri, tuttavia, hanno deciso di difendere gli amanti degli animali, sottolineando come la spesa sia comunque più bassa rispetto alla media nazionale per intrattenimento, dispositivi elettronici e prodotti non essenziali, considerando inoltre il benessere fisico e mentale che gli amici a quattro zampe possono portare all’interno delle famiglie.

10 settembre 2018
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