Nonostante sia stato segnalato un trend positivo, con una diminuzione di presenze lungo le spiagge e le coste, i sacchetti di plastica continuano a condizionare la vita degli animali marini e non. Secondo un rapporto stilato da The Marine Conservation Society, in dieci anni le cifre si sono dimezzate e ridotte drasticamente, ma molti esemplari tentano ancora di ingurgitare la plastica abbandonata. Coma appurato da alcuni studi, l’attrattiva è legata alla falsa convinzione che la plastica assomigli al cibo, sia per l’odore che per il formato. Con il tempo si ha la conseguente frammentazione che rende il prodotto molto più facile da ingerire, come spesso capita agli uccelli marini. Secondo alcuni esami condotti dal 1982 e il 2001, nello stomaco dei fulmari deceduti è stato rinvenuto un quantitativo pari a 23 pezzi per animale, per un totale del 96%.

Alcune immagini della caccia alle balene, pratica barbarica punita a livello internazionale e, proprio oggi, momentaneamente bloccata in Giappone.

Per quanto riguarda le tartarughe, l’interesse è rivolto nei confronti dei sacchetti di plastica che, muovendosi tra le onde, risultano simili a meduse e calamari. Ovvero ciò di cui si cibano questi animali. Lo stesso accade all’albatross che non riesce a distinguerne la differenza, assorbendo impropriamente sostanze tossiche. Le stesse balene assorbono acqua e spazzatura, con quantitativi elevati di plastica. Nel 2002, lungo le coste della Normandia, è stata rinvenuta una balenottera minore ormai morta. All’interno del suo stomaco sono stati trovati ottocento grammi di plastica tra imballaggi e avanzi, oltre a due buste del supermercato.

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Può sembrare scontato eppure l’incombenza della plastica incide negativamente sull’ambiente, spesso negli habitat marini, perché facilmente trasportabile dalle correnti. Nell’Oceano Pacifico è presente un’isola costituita sola da scarti di plastica abbandonata, nota come Pacific Trash Vortex. L’estensione è sorprendente, le dimensioni variano tra i 700.000 fino a più di 10 milioni di chilometri quadrati, ovvero molto più grande della Penisola Iberica. La forza vorticante delle correnti rende questa particolare isola stabile e permanente. Ma gli oceani possono vantare tristemente altre isole simili, vere e proprie trappole per gli animali.

25 novembre 2016
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