Altra tornata di divieti sul ricorso agli animali al circo: dopo il Messico, è ora il turno dell’Olanda. La nazione si aggiunge agli altri stati europei che hanno proibito il ricorso di specie selvatiche ed esotiche per gli spettacoli di intrattenimento. Una vittoria senza pari, così come annuncia Born Free Foundation.

Austria, Belgio, Croazia, Estonia, Grecia, Malta e ora Olanda: sono queste le nazioni europee che hanno previsto delle legislazioni, totali e parziali, per ridurre o vietare gli animali al circo e in altre simili attrazioni. Il dibattito olandese si è protratto per diversi mesi, ma lo scorso sabato è stata finalmente approvata una data di entrata in vigore del provvedimento: il prossimo 15 settembre 2015. Così ha commentato Sharon Dijksma, del Ministero degli Affari Economici de L’Aia:

La salute degli animali è più importante del loro ricorso nell’intrattenimento o per tradizioni ormai vetuste.

Non solo Olanda: anche in altri stati europei si discute da tempo dell’introduzione di simili misure. È il caso della Germania, dove un accordo non è stato ancora preso, ma anche del Regno Unito. Il caso britannico è peculiare: nonostante lo scorso anno il divieto sembrasse ormai certo, la mozione d’approvazione è stata bloccata ben sette volte. Il dibattito, tuttavia, ricomincerà in parlamento il prossimo 9 gennaio.

Come già anticipato, questa settimana anche il Messico ha deciso di interrompere l’usanza di sfruttare animali per il circo, anche se il provvedimento attende ora la firma del Presidente. Un sentimento, quella della protezione degli animali in cattività, che sta coinvolgendo sempre più nazioni nel mondo occidentale, pronte a rinunciare a una tradizione sì millenaria, ma non più compatibile con il sentire dell’opinione pubblica. Nel caso messicano, qualora vi sia l’approvazione definitiva, gli esemplari oggi posseduti dalle strutture d’intrattenimento verranno consegnati a zoo e rifugi specializzati nel loro accudimento. Questi animali, infatti, per i loro trascorsi non posso essere nuovamente immessi in libertà.

17 dicembre 2014
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