Gli animali sono esseri senzienti e alcune ricerche recenti confermerebbero queste teorie, ovvero possono provare emozioni e reagire di conseguenza. Non solo istinto ma anche emotività, sentimento, stati d’animo quali gioia, felicità, tristezza, rabbia, quindi paura e sorpresa. Il primo a scoprire queste reazioni è stato lo scienziato Charles Darwin, ma con il tempo e l’esperienza sempre più studi hanno potuto convalidare la sua teoria iniziale. Una conferma scientifica di ciò che il sentimento umano e l’empatia da tempo avevano intuito.

Non solo intelligenza e capacità mnemoniche, ma anche sentimenti ed emozioni, ma principalmente singola personalità e individualità. Non solo i mammiferi ma anche gli uccelli riescono ad affezionarsi, esprimere la propria emotività e sensibilità. Creano legami incentivando la comunicazione all’interno della specie e tra gruppi differenti e, di conseguenza, nei confronti dell’uomo. Le emozioni stimolano e sviluppano l’intelligenza, così da escogitare soluzioni e rimedi utili alla sopravvivenza. Un linguaggio che non sempre viene compreso dall’uomo, ma che gli animali sfruttano per interagire in modo complesso e articolato.

Le forme di emotività animale

Le espressioni emotive messe in atto sono tante e simili a quelle dell’uomo: ad esempio elefanti, lontre e alcuni uccelli sono in grado di provare dispiacere, mentre le pecore riescono a riconoscere i volti umani. Topi, galline e cetacei mostrano empatia, mentre scimmie, cani, corvi, tartarughe, pesci e persino polpi possono soffrire, gioire e arrabbiarsi. Esistono probabilmente reazioni tipiche per ogni specie, magari non note all’intelligenza umana, ma l’emotività di base accomuna tutte le categorie in particolare nei confronti di una perdita, di un momento di gioia o di compassione.

Studi e conferme

Marc Bekoff, professore emerito presso l’Università del Colorado e vincitore di premi in ambito scientifico, ha impiegato la sua vita nello studio delle emozioni degli animali. Ha dimostrato una complessa rete di feedback emotivi da parte degli animali, un percorso che avanza di pari passo con l’intelligenza e la moralità degli stessi. Nonostante le differenze di specie, esiste una base fatta di sentimenti che le unisce tutte, che forma il tessuto emotivo. Alcune ricerche, infatti, dimostrerebbero una somiglianza tra uomo, mammiferi e uccelli: studi di neuroetologia mostrerebbero strutture cerebrali complementari per quanto riguarda emozioni, comportamento e memoria a lungo termine.

Gli animali sono quindi attivi, presenti, consapevoli dell’ambiente circostante e pronti a sviluppare soluzioni per il benessere personale e del branco. Se le emozioni accomunano uomo e animali, le differenze potrebbero risultare più flebili e sottili, alcune dinamiche andrebbero quindi riviste e ridiscusse. Ad esempio i percorsi cruenti che portano al loro utilizzo, abuso, sfruttamento e quindi uccisione anche per il consumo della loro carne. Nel luglio del 2012 un gruppo internazionale di scienziati ha sottoscritto quella che è nota come “La dichiarazione di Cambridge sulla coscienza”, un testo all’interno del quale si afferma che la maggior parte degli animali è cosciente e consapevole allo stesso livello degli esseri umani. Questo è un passo in avanti importante utile a ridimensionare l’egemonia dell’uomo, mettendo in discussione ruoli e privilegi.

9 ottobre 2015
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