Gli animali ci insegnano che la natura è fonte di nutrimento, riparo ma anche di cura. Infatti molte specie cercano soluzioni mediche salutari tra arbusti e foglie, così da provvedere al loro corpo benessere grazie a rimedi del tutto naturali. Scimmie, cavalli, elefanti, uccelli, cani e gatti: tutti gli animali sfruttano ciò che li circonda per alleviare dolori, disturbi e curare malattie. Uno studio suddiviso in quattro fasi aiuterebbe i ricercatori a definire il comportamento degli animali, se messo in atto come auto-medicamento o per procacciare del cibo.

Secondo un documento di Joel Shurkin, apparso sulla rivista PNAS, l’automedicazione animale possiede una radice che parte proprio dai termini: zoo (animali), pharma-farmaceutica (medicine) e gnosy (conoscenza). Per alcune specie esisterebbe una predisposizione innata in grado di individuare e riconoscere i rimedi migliori, ciò che la natura offrirebbe in modo semplice e utile. Altre invece comprendono l’importanza di questi elementi solo attraverso la pratica e l’utilizzo. Un esempio lampante è l’ingestione di erba da parte di cani e gatti, nonostante non sia un alimento adatto al loro stomaco impossibilitato a digerirla. Eppure l’utilizzo risulterebbe indispensabile per favorire la digestione, per accelerare l’evacuazione oppure il rigetto.

Gli scimpanzé invece sono in grado di masticare grandi quantitativi di foglie di Aspilia, contenenti una sostanza chimica in grado di uccidere i parassiti intestinali, altre erbe invece sarebbero in grado di produrre una forma di attrito nei confronti dei parassiti. I pappagalli Ara sono soliti ingerire bacche di caolino per favorire e incentivare la digestione. Invece gli elefanti mangiano borragine per indurre il travaglio, il rimedio viene utilizzato anche dalle donne africane per lo stesso motivo.

Un procedimento simile è messo in atto anche dai lemuri che si cibano di tamarindo e corteccia per incentivare un buon parto, per aumentare la produzione di latte e contrastare i parassiti per i loro piccoli. Le capre di montagna invece si arrampicano verso le rocce più alte per poter assumere sali minerali da esse, semplicemente leccandole. Anche le scimmie sfregano sulle ferite una combinazione di sciroppi a base di zucchero, l’ orso bruno combatterebbe i morsi degli insetti con un impasto creato con saliva e radici di osha. Mentre molti uccelli sfregherebbero le formiche sul piumaggio, gli insetti rilascerebbero l’acido formico utile contro i pidocchi. Questo potrebbe risultare un ottime esempio di grande aiuto per l’uomo che, nel passato, si è ispirato spesso ai rimedi messi in atto dagli animali così da creare medicamenti del tutto naturali.

12 dicembre 2014
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