Lo studio dei rifiuti fisiologici degli animali è sempre molto importante ai fini scientifici: analizzare le feci degli esemplari selvatici, ad esempio, non solo permette di scoprire infezioni e contaminazioni eventuali del suolo, ma permette di elaborare modelli comportamentali, sociali e di difesa. Di recente, tuttavia, alcune ricerche hanno dimostrato come la quasi totalità delle specie animali risulti particolarmente fulminea nell’espletare i propri bisogni: la media è di soli 12 secondi. Di conseguenza, i ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno voluto vagliare il significato di questa peculiarità, che differenza fortemente gli esemplari selvatici dall’uomo.

Gli esperti hanno analizzato il comportamento di un gran numero di mammiferi, avvalendosi di riprese video per misurare la velocità della loro defecazione. È emerso come, per la gran parte delle specie, l’atto della deiezione avviene tra i 7 e i 12 secondi, indipendentemente dalla stazza e dalla quantità di feci prodotte. Analisi successive hanno dimostrato come la quasi totalità degli animali possa contare su strati di muco intestinale decisamente più importanti rispetto all’uomo, una qualità che favorisce il transito e velocizza l’espulsione all’esterno.

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Nonostante il retto dei mammiferi possa variare da 4 a 40 centimetri, gli esemplari dai gatti agli elefanti defecano tra i 7 e i 12 secondi. Abbiamo razionalizzato questo sorprendente trend, che dimostra come le feci scivolino lungo l’intestino grazie a uno strato denso di muco, come una slitta lungo una pista. Gli animali più grandi non solo hanno più feci, ma godono di uno strato ulteriormente maggiore di muco, che facilita notevolmente l’espulsione.

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Per quale motivo, tuttavia, per gli animali può risultare funzionale una simile velocità? A quanto sembra, la rapidità sarebbe connessa alle necessità di difesa e protezione. Nel momento della deiezione, infatti, gli esemplari appaiono più vulnerabili, quindi più facilmente vittime dei predatori. Ancora, l’abbandono dei rifiuti fisiologici sul terreno rappresenta una traccia del passaggio degli animali pericolosa, proprio per la presenza di specie predatorie – non a caso gatti e grandi felini ricoprono i loro bisogni con il terreno – e, per questo, la necessità di essere rapidi e allontanarsi il prima possibile risulta irrinunciabile.

27 aprile 2017
I vostri commenti
Salvatore Sotgiu, sabato 29 aprile 2017 alle16:45 ha scritto: rispondi »

Una spiegazione alternativa potrebbe essere che gli animali non hanno niente da portarsi in bagno per leggere. Battute a parte, penso che queste spiegazioni evoluzionistiche siano ragionevoli, ma prive di una qualsiasi possibilità di conferma. Se i tempi di defecazione degli animali fossero stati più lunghi di quelli dell'uomo, si sarebbe travata una spiegazione evoluzionistica plausibile anche per quel fatto. Ho la sensazione che se si andasse a verificare i tempi di defecazione di esseri umani che vivono da selvaggi, anche se non devono difendersi da predatori, i tempi risulterebbero molto inferiori rispetto a quelli del mondo civilizzato, e penso che si tratti di abitudini acquisite con la civilizzazione.

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