Il fiuto del cane non ha davvero limiti: come la storia da sempre ha dimostrato, questi quadrupedi trovano spazio e azione in qualsiasi campo. Non solo nella ricerca dei dispersi o dei feriti sotto le macerie e le valanghe, ma anche nell’identificazione di stupefacenti di contrabbando, ordigni esplosivi e recentemente anche in campo medico. Da diversi anni i quadrupedi forniscono un supporto indispensabile per il riconoscimento e l’individuazione della presenza di cellule cancerogene, quindi del diabete e di altre malattie. Ma, grazie alla tenacia di Teresa Zurberg, nell’ultimo periodo è stata dimostrata la loro importanza nello stanare il batterio Clostridium difficile. Questo è presente in natura nell’intestino umano e coopera con la flora batteria, ma se il corpo viene debilitato da terapie antibiotiche o immunodepressive, può diventare autonomo e aggressivo.

La stessa Teresa ha purtroppo sperimentato l’azione del Clostridium difficile che, come riporta anche il Guardian, la relegò in un letto di ospedale per cinque giorni, facendole perdere circa dieci chili di peso. Il batterio agisce in modo tenace e debilitante nei confronti dell’intestino, producendo crampi, dolori, colite e dissenteria. Dopo questa esperienza, la donna ha voluto mettere in atto una strategia contro il Clostridium difficile addestrando un cagnolino per stanarne la presenza.

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Il prescelto è stato Angus, un esemplare di Springer Spaniel Inglese, che tre anni fa ha seguito un addestramento specifico. Il marito della donna aveva letto un articolo dove un Beagle olandese era in grado di riconoscere il batterio, per questo la coppia ha deciso di proporre alla struttura sanitaria Vancouver Coastal Health di attuare lo stesso tipo di addestramento ma con uno Springer Spaniel Inglese.

I risultati si sono rivelati sorprendenti: dopo dieci mesi di apprendimento ora Angus è in grado di stanare la presenza del nemico semplicemente annusando le stanze della struttura. Una volta individuato il batterio, la zona viene disinfettata con un robot che emana luce ultravioletta. Per Angus è tutto un gioco ma i risultati ottimali hanno catturato l’attenzione di moltissime autorità sanitarie mondiali, pronte a replicare il programma sul loro terrirorio.

16 gennaio 2017
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