Angioma rubino: caratteristiche e rimedi

La presenza di nei sulla pelle rappresenta spesso una fonte di preoccupazione e genera una costante attenzione volta a monitorare eventuali repentini cambiamenti, campanelli d’allarme da sottoporre al dermatologo di fiducia. Quando a fare la sua comparsa è un neo di colore rosso, inoltre, l’ansia è destinata a salire: si tratta generalmente di un angioma rubino, una macchia solida in rilievo che presenta una tipica forma a cupola, che compare nelle persone di entrambi i sessi soprattutto in età matura, ma non solo.

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L’angioma rubino è molto usuale e può essere notato sulla pelle di tutto il corpo, sebbene compaia con maggiore frequenza sul tronco, sulle braccia, sulle gambe e sulle spalle. Definito anche come angioma ciliegia o macchia di Campbell De Morgan – il primo chirurgo che ha classificato questo neo – non rappresenta un vero pericolo per la salute< e, contrariamente a quanto accade con altri inestetismi della pelle, non si caratterizza per un rilevante rischio di degenerazione maligna.

Angioma rubino: cause e sintomatologia

Fegato intestino

L’angioma rubino viene considerato un tumore benigno, un agglomerato di capillari e di vasi generato a partire da una cellula endoteliale appartenente a un vaso sanguigno. Solitamente si presenta isolato, tuttavia esistono anche veri e propri raggruppamenti definiti polipoidi.

Il suo colore tende generalmente al rosso scuro ma può capitare di notare un angioma decisamente più scuro, tendente al marrone. Si caratterizza anche per un aumento graduale delle dimensioni che, nella maggioranza dei casi, non superano i 4 o 5 millimetri di diametro.

Un capitolo a parte meritano le ipotesi sulle cause che si celano dietro la formazione di angiomi rubino, che nelle persone anziane possono raggiungere un numero rilevante ma che possono fare la loro comparsa già dopo i trent’anni. Se l’origine genetica è la teoria più accreditata, sono in molti a sostenere una genesi legata al consumo di specifici farmaci come i bromuri e la ciclosporina.

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Esistono anche numerosi fattori di rischio, tra cui una eccessiva esposizione ai raggi solari che provoca un invecchiamento dell’epidermide ma anche sbalzi ormonali causati da patologie a carico dell’ipofisi e del fegato oppure, nelle donne, dalla gravidanza. Non si esclude, infine, che la presenza di disfunzioni a livello intestinale o epatico possa provocare una limitata capacità di espellere le tossine e provocare, nel tempo, la formazione di queste papule rossastre rilevate.

Terapie e rimedi

Terapia dermatologica

Prima di elencare le possibili terapie e le soluzioni per eliminare gli angiomi rubino è necessario precisare che solo un dermatologo può consigliarne l’eliminazione, infatti questa soluzione viene presa in considerazione in caso di particolari necessità di carattere estetico o qualora si verifichi un sanguinamento. Le possibili terapie spaziano dall’elettrocauterizzazione alla criochirurgia, dal raschiamento all’uso del laser.

Per quanto riguarda i possibili rimedi, al fine di limitare la comparsa di angiomi rubino è possibile curare al meglio sia il fegato sia l’intestino facendo in modo di non accumulare eccessive quantità di tossine nell’organismo. Alcuni comportamenti e abitudini salutari possono fare la differenza:

  • bere almeno due litri di acqua ogni giorno e iniziare la giornata con due bicchieri di acqua naturale con alcune gocce di limone;
  • consumare molta verdura, indispensabile per favorire una adeguata depurazione;
  • limitare il consumo dei latticini;
  • consumare alimenti ricchi di vitamina C;
  • proteggere la pelle durante l’esposizione al sole.

19 marzo 2018
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