A Zeroemission Rome 2011, Simone Togni, presidente di ANEV, ha fatto il punto sul settore eolico e sulle prospettive future del comparto. Secondo il presidente dell’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), infatti, nonostante nella filiera dell’eolico siano occupate 29.000 persone, tale cifra sarebbe comunque inferiore del 40% rispetto alla reale offerta di lavoro che può venire dal settore.

Secondo Togni, il settore sarebbe stato bloccato dalla corposa riduzione degli incentivi e, soprattutto, dalla mancata definizione di un quadro normativo dovuta alla crisi finanziaria internazionale. In particolare:

In questo momento è a rischio la creazione di 35.000 nuovi posti di lavoro, perché gli investimenti sono fermi in attesa dei decreti che dovevano essere promulgati a settembre.

Noi non chiediamo assistenzialismo ma chiediamo sostegno a un settore in forte innovazione e chiediamo la definizione degli incentivi necessari a far tornare gli investimenti, non un euro di più.

Per i nuovi incentivi, in particolare, chiediamo un meccanismo a decrescere collegato al rendimento dell’impianto, mentre per gli impianti già realizzati chiediamo di non scendere al di sotto del valore attuale, che in virtù dell’ultima manovra risulta inferiore del 40% rispetto al valore originale.

Togni ha concluso il proprio intervento sottolineando che, in presenza di un adeguato quadro normativo, la situazione del settore “sarebbe buona”, anche in virtù del fatto che:

Il comparto eolico continua a crescere tecnologicamente con una riduzione dei costi dovuta a una riorganizzazione di processi produttivi della filiera e, soprattutto, all’attività di una serie di aziende che ci colloca tra i principali esportatori di questa tecnologia.

14 settembre 2011
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