L’aneto è una pianta aromatica che trova sempre più spazio in cucina: simile al finocchio selvatico, ma dal sapore più intenso, può portare gusto a numerosi piatti, dalle zuppe al pesce passando per i più svariati contorni. Ma come coltivarlo in orto o in balcone?

Prima di iniziare la trattazione, vale la pena ricordare non solo come il ruolo dell’aneto sia duplice, poiché utilizzato anche nella medicina tradizionale e nell’omeopatia, ma anche come sia decisamente sensibile alle condizioni atmosferiche. Per questo, prima di vagliarne la coltivazione, sarà utile affidarsi al parere del proprio fornitore di fiducia per comprendere se la propria zona di residenza sia adatta alla pratica.

Cosa sapere prima di coltivare l’aneto

L’Anethum graveolens è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Originario dell’Asia, in particolare di Medio Oriente e India, l’aneto si caratterizza per un fusto esteso e numerose foglie pinnate, da cui sorgono delle caratteristiche inflorescenze nonché piccoli fiori gialli, disposti normalmente a ombrello. Simile al finocchio selvatico, ma dalle proprietà e dal gusto ben differente, la pianta può crescere anche spontaneamente in alcune aree del Mediterraneo. In cucina è utilizzato come varietà aromatizzante nonché come condimento: di solito vengono sfruttate le foglie e in misura più ridotta i semi, da cui può essere ricavato anche un olio.

Il clima preferito è quello primaverile ed estivo, con temperature dai 15 ai 25 gradi e dall’esposizione diretta al sole. Non è una varietà invece ideale per le zone più fredde o ventose dello Stivale, poiché soffre non solo le basse temperature ma anche le escursioni termiche. Per questo motivo, la coltivazione è solitamente tardo-primaverile, affinché anche di notte la pianta possa comunque godere di temperature mediamente agevoli.

Il terreno ideale è di medio impasto, altamente drenante per evitare i ristagni d’acqua, nonché arricchito con nutrienti sia da concimi organici, che da compost e humus. Per aumentare il deflusso del terreno, può essere utile mescolare sabbia e ghiaia al terriccio già esistente, garantendo così condizioni perfette per la crescita rigogliosa della pianta.

L’apporto d’acqua è medio e dipende sia dalla stagione che dalla zona di residenza. In primavera può bastare un’annaffiatura due volte la settimana, da ridurre in presenza di piogge abbondanti e frequenti. In estate, invece, è necessario aumentare i ritmi, preferendo le prime ore del mattino o la tarda sera affinché il calore del sole non causi una rapida evaporazione dell’acqua. Va comunque tenuto presente che, dati i possibili danni di precipitazioni troppo violente, può essere utile predisporre dei ripari o delle reti antigrandine, per proteggere la pianta nella sua fase vegetativa.

Coltivazione in orto e in vaso

L’aneto può essere efficacemente coltivato in orto oppure in vaso, rispettandone le necessità climatiche nonché l’esposizione al sole. Per questo, a livello domestico si tratta di una varietà perfetta per la permanenza estiva in balcone. Per prolungare la coltivazione in inverno, invece, servirà ricorrere alle serre.

Le caratteristiche del vaso sono molto importanti per assicurare una crescita rigogliosa della pianta. Le dimensioni del contenitore sono variabili a seconda delle proprie necessita, ma si deve tenere in considerazione come la pianta possa raggiungere facilmente il metro d’altezza. Sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia, cocci e palline d’argilla per migliorare il deflusso dell’acqua e scongiurare i ristagni, quindi si riempie con del terriccio di medio impasto, drenante, arricchito con concime organico, humus e compost.

La semina avviene direttamente in dimora qualora le condizioni climatiche lo consentano, tramite una distribuzione a spaglio e un velo di terriccio di copertura. Non appena le piante avranno raggiunto una dimensione sufficiente, si effettua il diradamento per eliminare gli esemplari più deboli, ricordando di lasciare sufficiente spazio tra una pianta e l’altra.

La raccolta avviene all’incirca dopo due mesi dalla semina ed è progressiva, di norma al bisogno in cucina, per tutto il resto della stagione vegetativa. Al termine di questa fase, generalmente in autunno, l’aneto potrà essere essiccato per la conservazione a lungo termine. Tra le pratiche di manutenzione richieste, il diradamento, la potatura degli esemplari troppo rigogliosi, l’eliminazione delle erbacce e la fertilizzazione ciclica del terreno.

20 giugno 2015
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