Con i loro variegati colori e le oltre 150 varietà, gli anemoni sono dei fiori spesso scelti per abbellire balconi e giardini durante la bella stagione. Dalla natura cespugliosa, i petali generosi e il buon profumo, sono una delle scelte di preferenza per aiuole ricche e fiorite: quali sono, però, i consigli per coltivarli al meglio sia in giardino che in vaso?

Prima di cominciare, va specificato come la famiglia dell’anemone comprenda numerosissime varietà, tra di loro anche decisamente differenti. Si possono avere fiori dalla disposizione dei petali a margherita, ad esempio, ma anche esemplari ben più complessi come le varietà giapponesi o quelle boschive. Inoltre, sebbene la fioritura sia largamente primaverile, vi sono delle specie che preferiscono invece autunno e inverno. Sebbene le pratiche di coltivazione rimangano simili, data anche la natura rustica della pianta, è consigliato chiedere consiglio al proprio vivaio di fiducia per scegliere la tipologia che meglio risponda alle proprie esigenze nonché alla zona di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare l’anemone

L’Anemone è un genere di piante della famiglia delle Ranunculaceae, composta da oltre 150 specie, molte delle quali spontanee e originarie di alcune zone dell’Europa, del Sudafrica e del Sudamerica. Si tratta di piante erbacee perenni con altezze variabili, dai 15 centimetri fino al metro, caratterizzate per un fusto normalmente cespuglioso e da fiori di vario colore, come bianco, rosa, azzurro, giallo e rosso. Le varietà più diffuse per la coltivazione in vaso e in giardino, come l’anemone coronaria e l’anemone blanda, si caratterizzano per delle foglie delicate ed eleganti, quindi da fusti eretti e da fiori rizomatosi, dai petali leggeri e dalla consistenza di tessuto, mobili nel vento. Non a caso il nome, attribuito a Teofrasto, significa proprio “fiore del vento”, poiché le corolle colorate si agitano nella loro leggerezza anche con la più blanda brezza.

Il clima preferito per gran parte delle varietà è quello primaverile, senza eccessi di temperatura, né verso il freddo né verso il caldo. La pianta fiorisce infatti tra i 14 e i 20 gradi e, sebbene non disdegni la luce del sole, può non tollerare la stagione torrida. L’esposizione preferita è quindi quella in media ombra, non a caso le varietà spontanee crescono nei sottoboschi, dove sarà possibile godere sia dei raggi del sole che di ripari per le ore più afose della giornata. Inoltre, a dispetto del nome, è consigliato coltivare l’anemone in una zona ben riparata dal vento, ad esempio in prossimità di muri e siepi.

Il terreno ideale è ben drenato, ricco di sostanze nutritive, sempre ben umido e tendenzialmente acido. Per questo motivo, è importante ciclicamente provvedere alla fertilizzazione, sia con concimi azotati che organici, anche da compost. Può essere inoltre consigliata una blanda zappatura preliminare, per consentire alle sostanze nutritive di distribuirsi in modo uniforme nel terreno.

Nonostante il fiore preferisca un terriccio normalmente umido, tuttavia privo di ristagni, l’apporto d’acqua necessario alla crescita rigogliosa non è eccessivo. Nella fase di crescita è sufficiente annaffiare un paio di volte a settimana, facendo riferimento anche ai fenomeni atmosferici della zona di residenza: in primavera, infatti, le precipitazioni potrebbero essere sufficienti alle necessità del fiore. Durante la fioritura, normalmente in concomitanza con l’aumento delle temperature, è consigliato migliorare leggermente l’apporto d’acqua, sempre verificando prima dell’operazione l’eventuale secchezza del terreno.

Coltivazione in giardino e in vaso

La gran parte delle varietà d’anemone cresce facilmente sia in giardino che in vaso: data la natura rustica della pianta, infatti, le necessità di coltivazione sono semplici da assecondare, nonché poco dispendiose in termini di tempo.

La predisposizione del vaso, ma anche di aiuole in giardino, è molto importante. Meglio scegliere contenitori ampi, dove la pianta potrà svilupparsi sia in altezza che in larghezza, con profondità non troppo ridotte per non limitare lo sviluppo dell’apparato radicale. Per il vaso, sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, oppure di palline d’argilla, per favorire il deflusso dell’acqua. Quindi si riempie il tutto con un terreno drenante, tendenzialmente acido, arricchito con concimi azotati, organici e compost. In giardino è invece opportuna una blanda zappatura per favorire la distribuzione uniforme delle sostanze nutritive.

La messa a dimora avviene tramite l’inserimento del bulbo, di norma nel tardo inverno, a circa 7-10 centimetri di profondità, ovviamente con le radici rivolte verso il basso. In attesa dello sviluppo della pianta, quando le temperature sono ancora proibitive, è necessario coprire il terreno con una lieve pacciamatura di foglie o paglia. Durante la fase di fioritura, invece, la moltiplicazione avviene tramite i rizomi laterali, prodotti in buona quantità.

Tra le pratiche di coltivazione necessarie, l’eventuale potatura se i cespugli risultano troppo sviluppati, l’estrazione di erbacce dal terreno, la predisposizione di adeguati ripari per sole e vento, nonché il controllo e l’eliminazione di parassiti e infestanti.

4 luglio 2015
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