Anemia è un termine di uso comune, scelto per definire una riduzione sotto i valori ritenuti normali, per età e sesso, della concentrazione di emoglobina e dei globuli rossi. La definizione generale, tuttavia, non prende in considerazione le cause sottostanti, mentre dal punto di vista clinico l’eziologia della malattia può essere notevolmente diversa.

Sono stati riconosciuti tre principali cause di anemia: emorragia, cioè una importante perdita di sangue, insufficiente eritropoiesi, ossia una diminuita produzione di globuli rossi, o eccessiva emolisi, distruzione dei globuli rossi. Nel caso dell’emorragia, la causa scatenante è spesso di natura traumatica o causata da malattie, anche di natura oncologica. L’insufficiente produzione dei globuli rossi potrebbe essere causata da una carenza di ferro, o vitamina B12, che talvolta non sono causate da malnutrizione ma da alcune malattie scatenanti. Nell’anemia indotta dalla distruzione dei globuli rossi, infine, la causa più comune è una patologia a sé stante.

Queste considerazioni sono utili per stabilire che la dieta è senz’altro utile come elemento sia preventivo che a supporto della terapia, sebbene non porti ai medesimi risultati in tutti i tipi di anemia.

=>Scopri i sintomi e le cause dell’anemia


Sarà il medico curante a diagnosticare la causa dell’anemia ed eventualmente a consigliare qualche modifica dello stile alimentare. In ogni caso, secondo i dati epidemiologici che riguardano la nostra popolazione, circa il 50% dei casi di anemia è dovuto a carenze nutrizionali.

Vediamo alcuni consigli generali in merito alla dieta per l’anemia.

Micronutrienti per prevenire e controllare l’anemia

Nonostante il consiglio generale e comune in caso di anemia sia quello di assumere una maggior quantità di ferro, è in realtà vero che serve una dieta ricca di una serie di micronutrienti, tra i quali anche il ferro.

Questi i micronutrienti da assumere e gli alimenti che li contengono:

  • vitamina C: contenuta in agrumi, kiwi, pomodori, peperoni, broccoli, uva e lattuga;
  • vitamina A: presente in buona quantità nelle carote, nella zucca, nel tuorlo dell’uovo e nei formaggi;
  • cisteina: per chi segue una dieta onnivora, questo amminoacido presente nella carne e nel pesce si rivela un micronutriente utile, perché favorisce l’assorbimento del ferro vegetale;
  • ferro: oltre che nella carne, è contenuto in buona quantità in molti alimenti di origine vegetale, come nei legumi, nei pistacchi, nei semi di zucca, fragole e spinaci;
  • acido folico: presente in buona quantità nelle verdure a foglia verde scuro, come ad esempio i broccoli e nei legumi;
  • vitamina B12: contenuta nel latte, nello yogurt e nelle uova oltre che nelle ricette di carne e pesce.

Quest’ultimo micronutriente è quello che potrebbe essere carente nella dieta vegana: a tutt’oggi i dati in merito al buon contenuto di vitamina B12 di alcune alghe sono ancora insufficienti. Chi segue una dieta vegana potrebbe aver bisogno di una integrazione, che verrà eventualmente suggerita dal medico.

Nel caso del ferro, invece, è importate ricordare che quello contenuto negli alimenti di origine vegetale è scarsamente assorbito, a meno che non si abbia l’accorgimento di introdurre nello stesso pasto una fonte di vitamina C. La strategia più nota è quella di condire, ad esempio, un piatto di spinaci o una macedonia di fragole con il succo di un limone spremuto fresco.

La dieta

Per prevenire o eventualmente supportare la terapia in caso di anemia, è utile prevedere l’assunzione quotidiana degli alimenti che contengono i micronutrienti elencati. Uno schema dietetico equilibrato, basato sul modello della dieta mediterranea, e uno stile di vita attivo che comprenda un buon livello di attività fisica settimanale, sono gli elementi essenziali di una corretta prevenzione.

In caso di anemia è possibile che il medico prescriva l’impiego di specifici integratori o farmaci, oltre a una corretta alimentazione.

7 ottobre 2016
Lascia un commento