Se siete fra quelli che aspettano conferme da Andrea Rossi sull’effettivo funzionamento del suo E-Cat, le ultime dichiarazioni dell’ingegnere italiano potrebbero anche farvi perdere le ultime briciole di pazienza rimaste.

Il primo E-Cat venduto, il celebre impianto da 1 MW, sarebbe stato acquistato da un ente militare. Dunque, sarebbe top secret. E se la vostra domanda successiva verte su come mai un ente militare voglia tenere segreto l’acquisto di un gigantesco scaldabagno, che comunque dovrebbe andare in commercio fra pochi mesi, rassegnatevi: anche questo dettaglio deve essere top secret.

Certamente Andrea Rossi potrebbe organizzare un test in linea con le richieste degli scienziati scettici. Ma, come ha dichiarato dal solito Journal of nuclear physics:

Stiamo realizzando tantissime cose, ma io preferisco fare prima di parlare. In questi casi meglio prima fare le cose e poi parlare.

Dunque Andrea Rossi si presenta, ancora una volta, come un “uomo del fare”. Eppure sono state le varie anticipazioni, le mezze dichiarazioni ad aver creato il mito mediatico di Andrea Rossi. Hanno un bel dire quelli di E-Cat World, sul fatto che l’inventore si stia comportando così perché preferisce seguire il modello del business man navigato, che parla solo a cose fatte, e non quello dello scienziato accademico.


La verità è che il capolavoro aziendale di Rossi, fino ad ora, è stata la capacità di attrarre così tanta attenzioni sul suo prototipo di reattore a fusione fredda, alternando sapientemente il bastone e la carota nei confronti dei curiosi e dei giornali di settore.

Nulla di male, in fin dei conti. Il rischio, però, è che prima o poi, a forza di tirare la corda, questo circo mediatico gli sfugga di mano. Questo sempre ammettendo che l’E-Cat funzioni davvero. Perché, dopo tanti mesi, non ci sentiamo ancora di dare la notizia per certa. E questo ha poco a che vedere con il business.

13 aprile 2012
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I vostri commenti
Ricci C, giovedì 19 aprile 2012 alle13:30 ha scritto: rispondi »

La differenza del dipendere da un materiale rispetto ad un altro è solo nella sua disponibilità e nella interazione che il suo processo di lavorazione dall’inizio alla fine non produca cose nocive -Tra il petrolio e il nichel non mi sembra una cosa irrilevante … ovviamente se la presunta bufala di Rossi e simili non lo fosse -

Lolasdomgwtfafk, mercoledì 18 aprile 2012 alle19:43 ha scritto: rispondi »

Non capisco tutta questa ansia nei confronti dell'e-cat. Sostituiremmo la dipendenza dal petrolio con la dipendenza dal nichel. Bell'affare.

Carl_toi, lunedì 16 aprile 2012 alle0:57 ha scritto: rispondi »

Ma dai fai un test serio caro Rossi, che qui ci sta gente che prese per i fondelli ne ha già viste tante, e mi sa che ormai sei arrivato alle strette, sempre se hai davvero qualcosa che funziona si intende. Perché ormai i dubbi si vanno pian piano materializzando in certezze.

PaoloS, domenica 15 aprile 2012 alle15:54 ha scritto: rispondi »

Chissà perché alcuni commenti che leggo , rimandano ad un tempo futuro od indefinito la soluzione di una questione di cui si può benissimo capirne tutto ora !... Oltre a ciò si intorbida ulteriormente le acque con il falso problema del segreto industriale o dell’inefficacia della protezione del brevetto … In tutto questo , il comportamento ambiguo del Rossi è molto probabilmente una sciagurata attitudine delle truffe all’italiana –Intanto che si aspetta (non si sa che cosa) , nulla vieta al famigerato REDS di fugare ogni dubbio , circa la sua presunta invenzione ; ormai il pensiero ricorrente che molti gli chiedono da tanto tempo è una prova provata più seria  di quella farsa , fornita recentemente – L’effetto positivo che ne scaturirebbe , sarebbero finanziamenti immediati ed a iosa … ma visto che questo non viene preso in considerazione , è di per sé la prova provata che tutta l’operazione del Rossi è solo una truffa!!!....  

Giuseppe Parisi, sabato 14 aprile 2012 alle18:11 ha scritto: rispondi »

tempo al tempo.... e....... Speriamo bene, poi vedrai...

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