Quali e quante sono le applicazioni possibili per l’E-Cat di Andrea Rossi? Innumerevoli senza dubbio ed ogni nuova ipotesi sembra fare notizia ed “epoca”. L’ultima scaturisce, come spesso accade, da una discussione avvenuta nel blog Journal of Nuclear Physics.

Un utente si chiedeva semplicemente se non fosse possibile trasformare il reattore a fusione fredda made in Bologna in un vero e proprio riscaldamento per ambienti. Insomma, non più un semplice scaldabagno, ma una specie di pompa di calore.

Andrea Rossi ha replicato, con una delle sue solite spiazzanti uscite: “buon’idea!”.

Per realizzare un impianto da 1kW (ovvero proporzionale al compito da svolgere) Rossi dovrebbe, in effetti, modificare un po’ il suo reattore, solitamente abituato a lavorare su scale maggiori. Ciò non toglie che l’idea sia potenzialmente realizzabile e permetta di comprendere quali siano le potenzialità e soprattutto quale sia il livello di flessibilità della tecnologia messa a punto da Rossi. Certo, sempre che l’E-cat funzioni davvero.

Per ultimo, c’è da chiedersi se l’ingegnere italiano, così attento a difendere i propri diritti economici sull’invenzione, riconoscerà qualche merito alla comunità che tanto lo sta sostenendo in questi giorni, in modalità che sarebbero più consone ad un prodotto “open source”, che non ad un’invenzione sotto brevetto.

Fonti: Andrea Rossi E-Cat.

19 gennaio 2012
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