In tempi di crisi il mondo si stringe sempre di più su quei settori dell’economia che appaiono capaci di superarla con maggiore slancio. Tra di essi, un ruolo sempre più preminente sembra giocarlo la produzione d’energia da fonti rinnovabili. Se della situazione italiana ed europea abbiamo parlato spesso, non ci sfuggono anche i segnali che anche altri paesi stanno dando in questa direzione, a partire dai grandi investimenti cinesi sull’eolico.

Dall’altra parte del globo rispetto alla Repubblica Popolare fondata da Mao, anche il socialdemocratico Brasile di Dilma Rousseff – da sempre attenta ed impegnata sul fronte della “democrazia energetica” – di soldi al vento ne sta “buttando” parecchi. E con programmi ambiziosi. Se da giugno di quest’anno sono attivi in tutto il territorio qualcosa come 51 parchi eolici, capaci di generare un 1GW di energia e soddisfare i bisogni energetici di 1,5 milioni di famiglie – risultato che pone il Paese in testa alla classifica sudamericana – il governo ha deciso di incrementare la propria politica di incentivi. Il primo obiettivo da raggiungere sarà la soglia di 5,3 GW entro il 2013, per un investimento totale di parecchi miliardi di dollari.

Ma a lungo termine, l’orientamento è quello di un ampliamento ancora più grande. Se, infatti, guardiamo non ai watt prodotti, ma alle percentuali, scopriremo che attualmente l’eolico incide soltanto per l’1% sull’energia totale del paese. La scommessa politica sembra essere, allora, quella di trovare nuovi luoghi da adibire a parchi eolici. Alcuni progetti parlano di ben 429 nuovi progetti, per un obiettivo energetico pari a 10,9 GW. En passant, ricordiamo che tutto ciò sarà sì un bene, ma a patto che a farne le spese non siano i luoghi incontaminati della regione, Amazzonia in primis.

Ma non è solo il Brasile ad investire sulle rinnovabili. Un certo interesse per il settore sembra averlo anche la Federazione Russa. Anche se difficilmente assisteremo ad un boom del fotovoltaico – per evidenti problemi di esposizione solare – il gigante russo ha deciso di puntare decisamente nel settore green energy, con l’obiettivo di decuplicarne la capacità produttiva, portandola fino al 10% di quella totale. Una rivoluzione, forse più timida, ma che apre interessanti scenari pure come settore di investimento per le imprese italiane ed europee.

Ed è ancora l’eolico a fare da “prima donna”, anche se gli investimenti interesseranno pure idroelettrico e biomasse.

Lentamente in alcuni casi o con un rapidità incredibile in altri, le rinnovabili stanno prendendo sempre più una posizione di rilievo nell’economia energetica globale. E, come sempre succede, a grandi investimenti corrispondono spesso grande potenzialità di sviluppo tecnico, elemento fondamentale perché queste tecnologie si impongano davvero nel prossimo futuro.

12 luglio 2011
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