G-Star elimina le sostanze tossiche dai suoi vestiti

Dopo Zara, Levi’s, Benetton, Victoria’s Secret e molti altri, anche il marchio G-Star ha deciso di aderire alla campagna Detox di Greenpeace per l’eliminazione di sostanze tossiche dalla produzione di vestiti. L’azienda olandese, da anni impegnata nel settore della moda giovane, è il quindicesimo brand a sottoscrivere questo importante obiettivo per la salvaguardia dell’ambiente.

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La scelta di G-Star arriva a pochi giorni dalle contestazioni di Greenpeace in occasione dell’apertura della settimana della moda di Amsterdam, dove gli attivisti hanno manifestato per richiedere più consapevolezza ambientale al marchio. Richiesta che è stata immediatamente accolta con la promessa di eliminare ftalati e gli alchilfenoletossilati entro il 2013, i perfluoroclorurati entro il 2014 e tutti gli altri ritrovati chimici dannosi entro il 2020. Piena soddisfazione è giunta dalle fila dell’associazione ambientalista, con un comunicato diramato alla stampa:

«G-Star ha finalmente mostrato il suo vero volto inviando ai suoi clienti e concorrenti un messaggio chiaro: i tessuti tossici sono un errore della moda. Per G-Star è arrivato il momento di scegliere la via della trasparenza e della tutela di coloro che vivono nelle aree colpite dall’inquinamento delle industrie della moda».

L’eliminazione del ricorso a elementi chimici dannosi – dai coloranti ai candeggianti – è molto importante per preservare l’ambiente e la salute dei lavoratori, spesso dislocati nei paesi terzomondiali o in Asia, dove le normative ambientali non sono molto stringenti. Non essendoci adeguati sistemi di filtraggio e drenaggio, i prodotti di scarto dell’industria della moda sono una delle principali fonti d’inquinamento delle falde acquifere, con conseguenze a catena non solo far la fauna e la flora ittica, ma anche per l’agricoltura e lo stesso uomo.

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G-Star non solo rispetterà il calendario concordato con Greenpeace, ma già nelle prime otto settimane si impegna a rendere pubblici dei casi studio che dimostrino quali sostanze siano già eliminate, in che modo sia avvenuto lo smaltimento e con quali rimedi siano state sostituite. La campagna Detox di Greenpeace è stata un vero successo internazionale e sempre più case di moda han deciso di salire sul vagone della produzione ecologica: proprio l’universo fashion, spesso accusato di superficialità, si sta dimostrando più sensibile alle istanze dell’ambiente di quanto abbiano fatto altri settori anche più inquinanti.

2 febbraio 2013
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