Anche cani e gatti protestano contro la Brexit

Il Regno Unito è sempre più vicino ad abbandonare l’Unione Europea e, per evitare questa eventualità, scendono in strada addirittura cani e gatti. Si è tenuta infatti in quel di Londra la “Wooferendum Dog March”, una manifestazione pacifica in compagnia dei quadrupedi d’affezione, per chiedere al governo di Theresa May un secondo referendum sulla Brexit. A ormai pochi mesi dalla scadenza di marzo 2019, e con le negoziazioni con l’Europa ancora in alto mare, un gran numero di cittadini britannici suggerisce sia chiesto nuovamente il volere del popolo, non più pienamente convinto dell’opportunità di abbandonare l’Unione.

Definita come “molto britannica”, per la singolarità di affidare le proprie opinioni politiche a cani e gatti, la manifestazione ha visto nelle strade di Londra centinaia di Pastori Tedeschi, Husky, Chihuahua, Siamesi e molti altri ancora. La marcia, oltre agli amici a quattro zampe, ha compreso attori, politici, musicisti e altri personaggi del mondo dello spettacolo, tutti pronti a chiedere un passo indietro sulla Brexit.

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La parata a quattro zampe, tenutasi nel corso di questo weekend, è stata considerata una sorta di prova generale per la grande manifestazione organizzata per il 20 ottobre, quando si chiederà ufficialmente al governo May di prevedere un secondo referendum sull’uscita dall’Europa. Secondo gli organizzatori, le condizioni sarebbero notevolmente cambiate rispetto alla tornata di voto del 2016 e, ancora, i cittadini avrebbero scelto di votare “Leave” sulla base di informazioni poi rivelatesi false.

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Nel frattempo, la Brexit potrebbe effettivamente colpire gli animali domestici: in assenza di un accordo con l’Unione Europea, infatti, potrebbero essere inibiti viaggi e trasferimenti di cani e gatti dal Regno Unito al Vecchio Continente e viceversa, disciplina oggi regolamentata da un passaporto veterinario per tutti i membri dell’Unione.

8 ottobre 2018
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