L’Anacardium Orientale figura tra le possibili soluzioni naturali incluse tra i rimedi omeopatici. Presente in natura come alimento dalle molte proprietà nutritive e come ottimo energizzante, viene raccolto da un pianta appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae, arbusti presenti sia nelle aree tropicali o subtropicali che nelle zone temperate. Diverse le varianti di questa pianta arborea, quella in oggetto ha origine nelle zone di montagna dell’India.

Il frutto di Anacardium Orientale si presenta come drupa, non aprendosi una volta maturo per lasciare fuoriuscire il seme, in maniera analoga a quanto accade ad esempio per noci e pistacchi. A proteggerlo c’è un involucro esterno duro simile a un guscio definito endocarpo legnoso, il quale insieme al mesocarpo e all’endocarpo va a formarne il pericarpo.

Il soggetto a cui viene di solito consigliato questo trattamento omeopatico è tendenzialmente ipocondriaco, presenta senso di oppressione, forti preoccupazioni per l’ambiente circostante, è sospettoso, demoralizzato e può presentare alternanze a breve distanza riguardanti l’umore.

Proprietà curative

L’utilizzo più importante che viene fatto dell’Anacardium orientale è senz’altro a carico del sistema nervoso centrale, come trattamento nei casi di depressione, ansia e stress, demenza e problemi legati all’umore. In questi casi può essere il suo impiego può avvenire in abbinamento ad altre soluzioni omeopatiche quali ad esempio l’Arnica e il Kalium phosporicum.

Perdita di memoria, paura di non ricordare quanto appreso, cefalee e scarsa fiducia in se stessi sono altri possibili campi d’applicazione per l’Anacardium orientale, la cui azione serve a stimolare la mente anche in seguito a cefalee derivate da problemi di natura gastrica.

Proprio l’apparato digerente è un altro possibile beneficiario di questa soluzione omeopatica. I disturbi combattuti in questo caso riguardano perlopiù quelli di natura psicosomatica, la digestione lenta, i bruciori di stomaco, i crampi intestinali e gli spasmi gastrici. Problemi nell’espulsione delle feci e forte sensazione di fame sono altre problematiche trattabili con l’Anacardium orientale.

Sensazione di “peso sulle spalle” derivata da dolori o malesseri che interessano la pelle come vescicole, pustole, bruciature e infiammazioni vengono anch’esse trattate con questo rimedio omeopatico. Verruche, eruzioni con sintomi di rossore e gonfiore dal forte prurito vengono trattate con l’Anacardium orientale, nei casi in cui la sintomatologia pruriginosa tenda a diminuire con l’applicazione di acqua calda.

Dosaggio e consigli utili

Non esiste sostanziale differenza nel trattamento dei differenti disturbi associati all’Anacardium orientale, quanto una diversa concezione in merito alla frequenza del problema.

Qualora si presentasse in forma acuta l’indicazione generale è di procedere con una diluizione a 6 CH, assumendone 3 granuli ogni 3 ore fino alla risoluzione del problema. In caso si abbia a che fare con un disturbo cronico la diluizione passerà a 30 CH mentre il dosaggio sarà di 3 granuli per tre volte al giorno.

Resta in ogni caso consigliato il consulto con il proprio medico omeopata per valutare l’opportunità di procedere con tale rimedio omeopatico, escludendo così possibili reazioni allergiche.

12 gennaio 2015
I vostri commenti
Andrea , lunedì 12 gennaio 2015 alle21:39 ha scritto: rispondi »

Mangiare i semi ha lo stesso effetto dei granuli omeopatici?

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