Amianto: 2000 morti in Lombardia nel 2014

Pochi giorni dopo la denuncia dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), nei confronti delle aziende che risultano aver importato amianto dalla Cina e dall’India, nonostante la legge n° 257/92, che la proibiva, è stata indetta una Conferenza Regionale, organizzata proprio da ONA con il patrocinio del Consiglio regionale lombardo.

Si è svolta il 19 gennaio a Milano e ha srotolato un po’ di numeri che fanno capire quanto il problema dei danni causati dall’amianto sia ancora vivo: 40 mila sono le tonnellate di questo minerale presenti in Italia, 5 mila i morti ogni anno, che nel 2014 sono arrivati a 2000 nella sola Lombardia. Per l’ONA, la cifra sarebbe:

Coerente con quello che risulta per il 2012 dal registro regionale mesoteliomi della Lombardia, dove sono annotati 442 casi solo nel 2013. Se si stima che i deceduti per tumore polmonare sono il doppio rispetto ai casi di mesotelioma, si arriva già a 900 decessi che sommati ai circa 500 per mesotelioma, ci porta ad un totale di circa 1350 decessi per queste sole due patologie, a cui vanno aggiunti coloro che sono deceduti per via delle altre patologie.

Numeri elevati che purtroppo però non sembrano al momento in grado di impedire pesanti sconfitte in sede di giustizia, basti pensare alla recente assoluzione degli imputati, per prescrizione del reato, nel processo relativo al caso Eternit:

L’Ona ritiene che il problema amianto non possa più essere affrontato solo con misure giudiziarie e previdenziali perché non restituiscono la salute, non riportano in vita i deceduti e non impediscono l’insorgere di nuovi casi.

Ha aggiunto l’avvocato Bonanni, ricordando che questa vera e propria epidemia è destinata ad aggravarsi nei prossimi anni, vista l’attuale presenza di 40.000 siti e 1 milione di micrositi in cui è presente asbesto. Di questo numero esorbitante solo il 2% è stato già trattato.

Si tratta di patologie come asbestosi, mesotelioma pleurico e carcinoma polmonare, che colpiscono anche a distanza di 40 anni dalla prima esposizione, il cosiddetto “killer silenzioso” che non si fa dimenticare. Prima che sia troppo tardi sostiene Bonanni:

È necessaria la bonifica, attraverso progetti di sviluppo territoriali da cui trarre le risorse economiche necessarie, unitamente all’utilizzo della leva fiscale e dei fondi strutturali europei. Non debbono essere trascurati gli aspetti internazionali nella risoluzione del problema.

23 gennaio 2015
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I vostri commenti
Stefano, sabato 24 gennaio 2015 alle10:47 ha scritto: rispondi »

beh tanto per cominciare potresti magari spiegarcelo tu a grandi linee così poi ognuno riesce a documentarsi

mexsilvio, venerdì 23 gennaio 2015 alle19:54 ha scritto: rispondi »

PRIMA di dare notizie farlocche sarebbe necessario che si documentino con una cartina geologica della lombardia e del settentrione , potranno cosi' documentarsi su quali tipi di rocce sono presenti ( da qualche milione di anni ) e di quali patologie sono defunti le popolazioni stanziali di quei luoghi ...??? già che ci sono si documentino anche che cosa e' l'amianto e come si forma ..!!!

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