Ameba mangia-cervello: a rischio anche piscine e terme italiane

Un problema aperto è quello dell’ameba mangia-cervello, una questione che è venuta fuori soprattutto dopo il caso di Fabrizio Gentile, il ragazzo di 29 anni morto il 21 settembre negli Stati Uniti in seguito all’aver riportato un’infezione al cervello causata dal parassita Naegleria Fowleri.

Il professor Massimo Andreoni, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale PTV di Roma, ha spiegato che il disturbo è causato da batteri che di solito vivono nelle acque, soprattutto quelle dolci a temperatura calda.

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Si tratta di infezioni che si verificherebbero con una certa frequenza nelle piscine in cui l’acqua tende ad essere stagnante e nelle quali la temperatura è più alta rispetto a quella che c’è presso i laghi o i fiumi. L’esperto ha dichiarato:

Sono germi molto, molto comuni. Uso il plurale perché ne esistono di diverse specie, questa nello specifico è correlata con infezioni gravi del sistema nervoso centrale che porta a meningo-encefaliti.

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Quindi in Italia il rischio sarebbe soprattutto per le piscine e le terme. Lo stesso infettivologo ha spiegato che nel caso delle piscine la movimentazione dell’acqua renderebbe più facile il passaggio dei germi dal naso fino al cervello.

L’ameba mangia-cervello non è l’unico germe che si riscontra nelle infezioni più comuni che possono essere determinate da microrganismi che vivono nelle acque. Di solito le amebe determinano delle infezioni dell’occhio. L’ameba mangia-cervello, quando arriva all’encefalo, si rivela con un effetto fulminante. Per quanto riguarda le acque delle terme l’esperto ha affermato che esse ne facilitano la crescita, anche se gli eventi infettivi sono poco probabili.

5 ottobre 2018
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