Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha tracciato le linee programmatiche del suo mandato. I punti fondamentali che il ministero dovrà attuare nei prossimi mesi sono stati individuati nell’attuazione dell’esito referendario riguardo l’acqua pubblica, la definizione di regole per arginare il consumo di suolo e l’inserimento dei delitti ambientali all’interno del codice penale. Previsti inoltre interventi per modificare la nuova tassa sui rifiuti TARES e alcuni “aggiustamenti” per quanto riguarda l’attuale distribuzione degli incentivi alle energie rinnovabili.

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Orlando ha esposto presso la Commissione Ambiente della Camera le linee programmatiche del Ministero dell’Ambiente. Primo punto in esame la questione “acqua bene comune“, sul quale dichiara necessario un intervento normativo urgente per accogliere l’esito referendario:

C’è bisogno di un intervento normativo urgente e organico per porre fine alla vacatio post referendum. Occorre pervenire ad un Piano nazionale di tutela e gestione della Risorsa Idrica, che traduca finalmente le risultanze referendarie in una azione organica per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio, che introduca criteri e vincoli per una gestione efficiente, efficace ed economicamente sostenibile della risorsa acqua, rilanciando gli investimenti in infrastrutture e in tecnologie innovative.

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Secondo dei tre punti inseriti tra le urgenze dal ministro dell’Ambiente Orlando è il problema del crescente consumo di suolo in Italia, contro il quale la parola d’ordine dovrà essere recupero del territorio, d’intesa con il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali:

La seconda è procedere alla definizione di una iniziativa legislativa che ponga dei limiti al consumo di suolo in tutto il Paese. Si tratta di puntare sulla trasformazione del tessuto urbano esistente e non sulla realizzazione di nuove edificazioni. Uno strumento normativo che unisca vincoli ed incentivi in grado di stimolare questo processo.

Il riuso di aree degradate, la riqualificazione delle periferie urbane possono essere potenti strumenti anticiclici in grado di generare valore ed occupazione e nel contempo di fermare il dissennato utilizzo del territorio. Il punto di partenza può essere il Ddl elaborato dal Governo precedente. Insieme al Ministero delle politiche agricole sottoporremo tale proposta ad una serrata consultazione e alla vostra attenzione.

Terzo tema chiave individuato dal nuovo responsabile all’Ambiente è quello degli illeciti ambientali. I delitti ai danni dell’Ambiente dovranno essere aumentati nel numero dei reati riconosciuti e inseriti all’interno del codice penale:

Un altro tema su cui intendo promuovere una iniziativa legislativa è quello delle sanzioni per illeciti ambientali. Credo che in materia di reati ambientali ( troppe contravvenzioni e pochi delitti) e di illeciti amministrativi ambientali sia giunto il momento di una complessiva riforma normativa del sistema delle sanzioni: noi abbiamo bisogno di rivedere il complesso delle sanzioni amministrative, ma anche di ampliare l’ambito dei delitti contro l’Ambiente, le risorse e il patrimonio naturale e paesaggistico.

Alcune proposte di iniziativa parlamentare sono state depositate in questa legislatura e nella passata, e saranno prese nella massima considerazione in vista di una proposta del Governo. La tutela dell’ambiente è un tutt’uno con la lotta alla criminalità organizzata. È una convinzione che ho voluto manifestare, anche simbolicamente, dedicando la mia prima visita istituzionale alla città di Caserta. Per questo, ritengo importante sul piano sia pratico sia simbolico che si destini almeno una parte dei proventi della criminalità, recuperati dallo Stato, il Fondo Giustizia, a interventi di ripristino del territorio devastato dalle organizzazioni criminali.

23 maggio 2013
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